Il sito nel settembre del 1943 fu luogo di una importante battaglia
La coscienza di un popolo si forma nel tempo attraverso la
memoria del suo passato negli aspetti più nobili di cui cogliamo lo spirito e
gli ideali, ereditandone l’esempio.
Domenica 10 settembre 2023,
adunata dei Paracadutisti in Aspromonte concertata con l’A.N.P.d’I di Reggio
Calabria, Presidente Parà Nunzio Mileto, nei luoghi del conflitto per
commemorare e rendere gli onori a tutti i soldati, italiani e canadesi, caduti
la mattina dell’8 settembre 1943 nella battaglia dello Zillastro. Durante la
cerimonia è stato tangibile e toccante la commozione delle autorità presenti al
cospetto del Capitano di Vascello Andre Boisjoli, Addetto militare presso
l’Ambasciata del Canada in Italia, intervenuto per concelebrare la pace e
riconfermare sentimenti di fratellanza. La cerimonia dell’alzabandiera ha
evidenziato il tricolore italiano e la bandiera canadese issate su due pennoni
adiacenti. E’ stata, perciò, scoperta una lapide, appoggiata sulla Stele già
eretta negli anni ’90 e dedicata ai parà della Nembo, in cui sono stati
incisi i nomi dei soldati lì caduti, quelli conosciuti, dei due eserciti nemici
che si fronteggiarono in Aspromonte nel faggeto “Mastrogianni”. Italiani e
canadesi, seppur nemici, entrambi combatterono perché non venissero meno al
giuramento prestato alla Patria. Furono eroi da entrambi gli schieramenti e, a
termine della battaglia, fratelli.
A perenne memoria:
West Nova Scotia Regiment
-
CSM Reginald Clayton Foley
- Sgt Harold Joseph Shanks
185° Reggimento Divisione “Nembo”
- Cap. Ludovico Picolli Dè Grandi
- Sgt Magg. Luigi Pappacoda
- Parà Vittorio Albanese
- C.le Serafino Martellucci
- Parà Bruno Parri
Il Generale Paracadutista
Franco Monticone, già comandante della Folgore, fu tra i primi a
conoscere il fatto d’armi e assicurò iniziative commemorative e di ricerca. Fu
sua l’idea perché si realizzasse ed erigesse una Stele, accanto a quella degli
italiani, che testimoniasse il valore dei soldati canadesi caduti anch’essi
nella stessa battaglia.
“Siamo noi, i sopravvissuti, a
dover rispondere a voi che siete nella verità e nella luce. Voi non avete
saputo niente del poi e non avete conosciuto il tempo che passa. Abbiamo
piantato le vostre croci sui sentieri arsi dal fuoco e proseguiamo per la via
consci che quelle croci sono sulle nostre spalle. Vi siete battuti perché la
libertà fosse un bene di tutti, offrendo alla Patria l’olocausto della
giovinezza. La fede è luce e non muta a ogni soffio di vento. Siete rimasti con
noi nella memoria dell’amore”.
a
cura di Cap. CC Cosimo Sframeli
- Parà