La richiesta del presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio
L’Autorità
di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio ha invitato il
Consorzio regionale per lo sviluppo delle Attività produttive a trasferirle la
disponibilità delle aree ex Enel (pari a 97.68.53 ettari), destinatarie di un investimento
di 10 milioni di euro del Pnrr, finalizzati alla realizzazione di opere infrastrutturali
di viabilità.
Si
tratta di un’area che, da anni, vede l’Ente in giudizio contro il Corap che, in
seguito alla recente sentenza della Corte d’Appello, è stato riconosciuto
proprietario, ma niente altro è se non il mero intestatario. Si basa su questa
considerazione la posizione che l’Ente, guidato dal presidente Andrea
Agostinelli, ha assunto nei confronti del Corap in base al parere, richiesto
all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Reggio Calabria, obbligatorio in
caso di transazioni tra Pubbliche Amministrazioni.
Per definire un iter celere che non
facesse perdere il finanziamento europeo e quindi che ne permettesse il
completamento dei lavori, tante sono state le interlocuzioni con il Corap e con
la Regione Calabria. A tale proposito, l’Autorità di Sistema portuale in un
prospettato accordo transattivo aveva indicato la possibilità di riacquisire la
disponibilità delle aree ex Enel intestate al Corap attraverso la corresponsione
di un’indennità, al fine di eseguire nei tempi le opere, come indicato nel
Decreto Interministeriale n. 492 del 3/12/2021, nel rispetto delle scadenze
imposte per i finanziamenti del Pnrr.
Tali opere sono, altresì, funzionali
all’implementazione di un ampliamento dell’intrapresa economica del
terminalista Automar S.p.a., con il quale l’Autorità di Sistema portuale dei
Mari Tirreno meridionale e Ionio ha sottoscritto uno specifico Accordo di
Programma lo scorso 24 febbraio, riguardante proprio l’utilizzo delle aree
adeguatamente infrastrutturate, non sottacendo analogo interesse da parte della
MedCenter Terminal Container.
Interpellata l’Avvocatura Distrettuale
dello Stato ha reso parere negativo, in ordine al prospettato accordo
transattivo con il Corap, in quanto l’originaria destinazione dell’area in
questione è stata modificata, da «destinazione industrie a
destinazione infrastrutture in seguito alla mancata realizzazione del V centro
siderurgico e dalla conseguente assegnazione di alcune aree prima rientranti
nel progetto per il V centro siderurgico al porto”. Decisioni stabilite dalla
variante al Piano
regolatore territoriale consortile (P.R.T.C.) approvata con D.P.R. n. 968/1985
e della Delibera CASMEZ n. 9081/1986 riprese dalla Corte d'Appello di Reggio
Calabria, con la sentenza n. 111/2023
del 6/2/2023.
Nel quadro
delineato, quindi, deve ritenersi comunque dato acquisito in giudizio la
modifica del rapporto concessorio riveniente dalla Delibera Casmez del
17.6.1986 che riguardò sia lo stralcio e la ridestinazione funzionale di aree
inizialmente espropriate nell'ambito del progetto industriale FT82 (V Centro
siderurgico), sia il quadro economico, poiché il finanziamento in favore del
Consorzio veniva ridotto per la somma corrispondente allo stralcio, pari a Lire
3.515.917.227, con la conseguenza che l'onere relativo alle aree espropriate
nell'ambito del progetto industriale FT82 e trasmigrate nel progetto PS22/966/1
(Progetto porto di Gioia Tauro) rimaneva a totale carico dello Stato (cfr.
artt. 4 e 5 della Delibera del 17.6.1986).
Ne consegue
che le aree in questione sono state già acquisite con fondi a totale carico
dello Stato, quindi, sono cioè state già pagate dallo Stato e null’altro è
dovuto.
In sostanza,
anche alla luce delle statuizioni della Corte d'Appello, non vi sono elementi
per sostenere che il Corap sia più che un intestatario meramente formale. Di
conseguenza il Consorzio dovrà trasferire allo Stato la proprietà delle aree,
nonché dovrà trasferire la reimmissione dell’Autorità di Sistema portuale nella
disponibilità delle aree stesse, già destinate ad infrastrutture portuali.
In
conclusione, l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e
Ionio, con richiesta formale, ha invitato il Consorzio regionale per lo
sviluppo delle Attività produttive a trasferire nella propria disponibilità le
aree ex Enel entro 30 giorni, altrimenti si vedrà costretto ad adire le vie
legali sia per la
riacquisizione delle aree, sia per il risarcimento dei danni consistenti
nell’eventuale perdita del finanziamento Pnrr, dell’eventuale maggior costo che
questo Ente dovrà sostenere per l’infrastrutturazione portuale, sia ancora per
la perdita delle occasioni di sviluppo del porto di Gioia Tauro.