Il coordinamento territoriale reggino da il punto dopo l'inchiesta
Il coordinamento reggino dell’associazione Libera e la rete
antiracket “ReggioLiberaReggio. La libertà non ha pizzo”, appresa la
incoraggiante notizia relativa alla recente operazione “Atto Quarto”, esprimono
gratitudine alle forze dell’ordine, alla magistratura e agli uomini e donne
delle istituzioni che, con infaticabile impegno ed efficace lavoro, continuano
ad assicurare il loro prezioso servizio a tutta la comunità reggina e
calabrese. L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia, ha
portato all’arresto di 28 persone vicine alla cosca Libri e ad altre potenti
cosche locali, e al sequestro preventivo di 11 società riconducibili a
imprenditori indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Tra le
accuse spicca la diffusa pratica dell’estorsione che rende gli imprenditori
schiavi di una legge mafiosa che alla fine non li protegge ma lentamente li
soffoca. L’operazione “Atto Quarto”, conferma che nella città di Reggio
Calabria, la maggior parte degli imprenditori sono costretti a pagare il pizzo.
Con rabbia e amarezza abbiamo ancora una volta avuto conferma che ogni rione e
frazione della città ha la sua cosca di riferimento ed il suo "libro
mastro", dove gli imprenditori assoggettati al potere mafioso vengono
schedati. Condividiamo pienamente quanto affermato dal Procuratore Bombardieri:
“chi sceglie di stare con la ‘ndrangheta è un perdente” e apprezziamo la dichiarazione
del signor Questore Megale che valorizza la scelta degli imprenditori che
decidono di denunciare e di affidarsi allo Stato. Siamo convinti che, oltre a
continuare sulla via della repressione della ‘ndrangheta e di ogni altra forma
di violenza, occorra un altrettanto deciso e corresponsabile impegno culturale
che educhi alla non violenza, alla libertà e alla pace. Riteniamo pertanto
fondamentale il ruolo delle chiese, della scuola, dello sport,
dell’informazione, delle istituzioni, delle organizzazioni sociali e dei
semplici cittadini che, tutti e ciascuno secondo il proprio ruolo, in una
visione di vita democratica e libera, condividono la scelta di accompagnare e
sostenere un cammino non sempre scontato e facile. E siamo altresì convinti che
ridare fiducia ai cittadini onesti e incoraggiarli alla denuncia significhi
anche costruire un sistema legislativo che li protegga, li accompagni, li
sostenga e li garantisca anche e soprattutto a livello economico e psicologico.
E, su questo versante, di strada ce n’é tanta da fare.