La strada è percorsa ogni giorno dai residenti con tutti i rischi del caso
di Francesco Romeo - Fuori norma e fuori buona norma. Non bastasse il
disatteso codice stradale ad imporre l’adozione di barriere sicure ed omologate
ad ogni ente gestore o proprietario di una strada, subentra anche una
drammatica questione etica. Ogni transfer dalla frazione collinare di Santa
Venere a Reggio Calabria e viceversa infatti, comporta un alto margine di
rischiosità, anche se effettuato a quella moderata velocità che la morfologia
della strada esige. Sono passati mesi, anni e le segnalazioni così come le
vibranti proteste dei fruitori di questa strada sono state numerose, ma ad oggi
taluni tratti sono ancora del tutto scoperti e giacciono perlopiù’
beffardamente anche i paletti di sostegno ai guard rail, che in assenza delle
lame aumentano il pericolo per ciclisti e motociclisti per via della loro
pericolosissima azione contundente in caso di impatto. Un destino davvero
sfavorevole per questa strada, che ha dapprima ricevuto l’asfalto dopo essere
rimasta del tempo con fondo sterrato ed ha poi visto spegnersi le giuste
velleità di ricevere anche il resto delle dotazioni tecniche. Eloquente la
presenza di un escavatore che giace desolatamente da molti mesi in uno dei
pendii, attorno al quale sono ormai alti gli arbusti. Oltre a questo, da
rilevare che non siano state adottate neanche opere provisoniali, lasciando gli
utenti di questa arteria in balia di qualsiasi evento stradale. Una situazione
che fa il paio con quelle esistenti anche nelle strade del centro cittadino,
ove in più zone sussistono barriere accartocciate, appuntite, corrose e fuori
uso, ormai da anni. Il concetto di sicurezza stradale quindi, tanto
raccomandato dal Ministero apposito e dalla UE, viene annosamente disatteso
nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, agli ultimi posti in assoluto per
qualità delle strade a livello continentale e non solo nazionale.