Cosenza-Catanzaro: non chiamateli tifosi, sono criminali

Autore Redazione Web | lun, 04 mar 2024 13:39 | Cosenza Catanzaro Serie-B Scontri Stadio San-Vito-Marulla

Agenti feriti, famiglie terrorizzate e sangue per le strade: la triste domenica del Derby

Un Derby tra Cosenza e Catanzaro che é passato alla cronaca per quanto accaduto fuori dal terreno di gioco. Poco calcio, tanta violenza, quella che nel 2024, associata ad una partita di calcio, fa realmente paura.

Il match

Una partita attesissima per entrambe le tifoserie, due piazze storicamente rivali che da qualche mese sono ritornate ad affrontarsi nel campionato di Serie B. Parlare di calcio giocato, a poche ore dal fischio finale, é un paradosso. A trionfare é stato il Catanzaro per 0-2, in rete Iemmello e Biasci...ma di quale calcio si puó parlare se ad avere la meglio é stato il sangue sparso per le strade?

L'infortunio di Alessandro Cipressa

Un bruttissimo infortunio all'assistente di linea Alessandro Cipressa ha interrotto il match per oltre cinque minuti di gioco. Pesantissima la diagnosi: rottura dei legamenti crociati di entrambe le ginocchia. L'immagine piú bella della giornata, probabilmente, é quella degli applausi legati all'uscita dal terreno di gioco in barella per Cipressa, trasportato in ospedale. 

Il post-gara

Giungendo al dunque, quanto accaduto fuori dal San Vito-Marulla rimane abominevole. "Non accade solo in Calabria", "Non siamo tutti cosí", il punto é peró un altro: una situazione del genere non dovrebbe accadere né in Calabria né in Lombardia, Marche, Lazio o Val d'Aosta...

Agenti feriti, tifosi in fuga e famiglie terrorizzate. Giungendo all'ultima parte del discorso, fare una riflessione su quella che dovrebbe essere una partita di calcio é ormai utopia. Come spieghi a tuo figlio, alla sua prima partita di calcio sui gradoni di uno stadio, che deve correre e mettersi a riparo perché dei delinquenti, travestiti da tifosi, stanno spaccando vetrine, auto e usando violenza di svariato genere? Come puó il calcio moderno pensare di avvicinare le famiglie, i piú giovani allo stadio, quando le stesse persone, probabilmente, tra 2-3 anni saranno nuovamente sui gradoni di uno stadio a compiere il medesimo gesto?

Cosenza-Catanzaro, cosí come tanti, molti, troppi match, é passata alla cronaca per tutto tranne che per il calcio, fortunatamente senza contare vittime. almeno per questa volta. Ma il sistema del calcio italiano, lo Stato, la Lega, quando decideranno di mettere un punto fermo alla questione? 

Non chiamateli tifosi...



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