Per l'accusa uccisa per vendetta e mire sui suoi terreni
Ascone avrebbe partecipato avendo interesse, in proprio e in qualità di referente della cosca Mancuso, ad acquisire un terreno dell'imprenditrice.
Nel corso dell'udienza, il difensore di Ascone, l'avvocato Salvatore Staiano, ha sollecitato la Corte a trasferire l'imputato dal carcere di Secondigliano a quello di Catanzaro perché deve essere sottoposto urgentemente a un intervento chirurgico essendo "affetto da una patologia che potrebbe portarlo alla morte".
Il presidente, Massimo Forciniti, ha riferito che la Corte già dall'8 marzo ha acconsentito a dare il nulla osta per il trasferimento. Il pm Annamaria Frustaci ha poi spiegato che per 4 mesi Ascone ha rifiutato i ricoveri nelle strutture indicate dalle case circondariali nelle quali era detenuto perché voleva essere operato dal suo medico di fiducia. La Procura comunque non si è opposta al trasferimento.
L'avvocato Staiano ha quindi accusato l'inerzia della casa circondariale e ha chiesto un sollecito perché venga dato seguito al trasferimento. Nel proseguo dell'udienza è stata presentata un'eccezione di nullità relativa alla notifica della chiusura indagini. Nel processo vengono giudicati anche i presunti autori di un altro delitto, quello di Angelo Antonio Corigliano, ucciso a Mileto il 19 agosto 2013, per il quale sono imputati Giuseppe Mazzitelli, Salvatore Pititto, e Domenico Iannello. La Corte ha quindi aggiornato all'11 aprile prossimo.