Omicidio a Gioia Tauro, Crescenti: "Un maschicidio nel silenzio del degrado"

Autore Grazia Candido | mer, 30 lug 2025 12:27 | Maschicidio Carabinieri Procuratore-Crescenti Gioia Tauro

Il procuratore della Repubblica di Palmi traccia i dettagli di una "storia da romanzo, ma vera"


La storia sciorinata questa mattina dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Emanuele Crescenti, presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, è sicuramente inquietante e non cela un contesto sociale di disagio in cui vivevano i due coniugi di Gioia Tauro. Un’apparente morte naturale si rivela il risultato di un omicidio e, spesso, i dettagli che inizialmente sembrano irrilevanti, come le “sensazioni” degli investigatori, giocano un ruolo fondamentale nel portare alla luce la verità. Cosa successa nel “maschicidio” del 58enne Maurizio Ansaloni (così lo definisce il Procuratore) soffocato dalla compagna Clementina Fumo. Dalle indagini condotte, sembra che la coppia litigasse per futili motivi e, sicuramente, vivevano una situazione familiare complicata, tant’è che la donna aveva chiesto in passato, l'intervento dei servizi sociali. Questo ulteriore aspetto, aggiunge una dimensione psicologica alla vicenda.

“All’inizio, non sembrava ci fosse un interesse giudiziario perché appariva una morte naturale – spiega il Procuratore -. Invece, qualcosa che stonava c'era nelle dichiarazioni di chi era presente. Dopo accurate indagini, si è arrivati alla conclusione di decesso sospetto. Diciamo che c’era una situazione familiare di coppia abbastanza degradata, particolare e, già in passato, vi era stato l'intervento dei servizi sociali”.

Nel racconto minuzioso del Procuratore, affiancato dal Generale di Brigata Cesario Totaro, dal Capitano Gabriele Troia e dal Tenente Colonnello Carmine Mungiello, “sembra una storia da romanzo” che però, purtroppo, è la vita vera che descrive un ambiente in cui l’ordinario può trasformarsi in tragedia senza che nessuno se ne accorga subito.

“Siamo partiti da zero e abbiamo messo insieme delle tessere del puzzle anche sotto il profilo delle sensazioni, degli aspetti – continua il Procuratore Crescenti -. Gli investigatori hanno avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di strano, non chiaro nella ricostruzione della signora e hanno avuto ragione. La convivente ha chiamato il 118 dicendo che era morto il suo compagno, che si era sentito male ed era caduto dal letto. Dalle indagini condotte egregiamente dai carabinieri, è risultata una escalation di violenza e, alla fine, è scappato il morto”.

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