Inchiesta arbitri, così si truccavano i risultati per garantire gli “over”: le partite coinvolte nello scandalo

Autore Giorgia Rieto | mer, 29 ott 2025 14:30 | Inchiesta-Arbitri Arbitri Primavera Reggio Calabria

Nell'ordinanza emergono presunti episodi di combine tra febbraio e settembre 2024

Un sistema collaudato, costruito con ruoli precisi e una regia capace di muovere partite e scommesse a distanza. È quanto emerge dall’ordinanza che ha svelato nel dettaglio il funzionamento dell’associazione per delinquere, al centro di una complessa rete che avrebbe alterato il regolare svolgimento di numerosi incontri calcistici dei campionati Primavera e Serie C tra febbraio e settembre 2024.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione, composta da arbitri, scommettitori e intermediari, avrebbe operato con l’obiettivo di pilotare i risultati di alcune gare per ottenere vincite sicure nelle scommesse piazzate su circuiti regolari e su piattaforme estere non autorizzate in Italia.

Il ruolo di Catanoso

Catanoso, considerato il promotore del sodalizio dagli inquirenti, non solo gestiva le risorse umane e gli investimenti del gruppo, ma in diversi casi avrebbe diretto personalmente gli incontri, orientandone l’esito secondo gli accordi prestabiliti. Quando non scendeva in campo, era lui stesso a individuare gli arbitri designati, avvicinarli e, in alcuni episodi, corromperli con somme che arrivavano fino a 10.000 euro.

Le partite nel mirino

Le indagini hanno ricostruito un elenco di partite “manipolate” o oggetto di tentativi di combine: tra queste Benevento-Cesena, Sassuolo-Verona, Napoli-Spezia, Pineto-Carrarese, Casertana-Montessori Tuscia, Pro Sesto-Triestina, Salernitana-Virtus Entella, oltre ai tentativi di corruzione per Empoli-Lazio, Milan-Empoli e Cagliari-Inter Primavera.
In almeno due circostanze, come emerso dagli atti, gli arbitri rifiutarono le somme offerte, interrompendo il piano fraudolento.

Il sistema delle scommesse

Il gruppo faceva leva su conti di gioco e centri scommesse di appoggio, come il punto Sestobet di Sesto Fiorentino, gestito dai fratelli Reale, dove sarebbero transitate le giocate “sicure”. Le somme investite provenivano dal medesimo circuito e servivano anche per finanziare la corruzione dei direttori di gara.
Le vincite venivano poi ridistribuite tra i membri del sodalizio, che in alcuni casi puntavano anche su piattaforme straniere non autorizzate, violando la normativa sulle scommesse lecite.

Un’attività sistematica e continuata

Dall’ordinanza emerge come l’attività sia proseguita senza interruzioni da febbraio a settembre 2024, con una struttura ben organizzata: chi gestiva i contatti con gli arbitri, chi si occupava delle puntate e chi assicurava la liquidità per i pagamenti.
La Procura contesta al gruppo l’aggravante di aver alterato competizioni regolarmente oggetto di scommesse e di aver tratto ingiusti profitti economici da condotte fraudolente reiterate.

Le prossime fasi

Le indagini proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti e società di scommesse e per verificare se la rete potesse contare su appoggi esterni in grado di agevolare i contatti tra arbitri e organizzatori.
L’inchiesta, avviata dalla Procura di Reggio Calabria, ha già prodotto una prima serie di misure cautelari e potrebbe ora estendersi ad altri episodi di combine in ambito giovanile e professionistico.

Va precisato che gli indagati sono ovviamente in attesa delle decisioni dei giudici e della difesa — quanto segue si basa esclusivamente sulle informazioni contenute nell’ordinanza.

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