Carcere di Arghillà, violenze e agenti feriti: il Sappe chiede l’intervento del Gruppo operativo

Autore Redazione Web | lun, 19 ott 2026 21:13 | Sappe Violenza Carcere

Il sindacato denuncia criticità nella gestione e invoca misure urgenti per ripristinare la sicurezza

"Abbiamo sentito alcuni colleghi in servizio ad Arghillà e il racconto è a dir poco raccapricciante. Un detenuto voleva fare una videochiamata, ma in quel momento non era possibile per problemi burocratici. L’agente ha cercato di spiegarglielo, ma l’uomo ha reagito con violenza, colpendolo con due pugni e sputandogli in faccia. L’episodio ha provocato la reazione degli altri detenuti, dando origine a una violenta lite tra loro. Alla fine, il detenuto responsabile dell’aggressione è stato trasferito in un’altra sezione detentiva, dove è stato coinvolto in una colluttazione con gli altri reclusi. Un agente è stato colpito alla testa con un bastone. I detenuti si sono picchiati violentemente tra loro, anche a colpi di bastone, tanto che, secondo il racconto degli agenti, c’era sangue dappertutto. I detenuti scivolavano nel loro stesso sangue, racconta un agente presente, che descrive la scena come una: "cosa da film horror". Altri due agenti sono rimasti feriti e un terzo è stato colpito alla nuca.

Un detenuto è riuscito a sottrarre le chiavi all’agente in servizio nella sezione, che, come noto, opera da solo. I reclusi volevano raggiungere e picchiare il detenuto che il giorno precedente aveva provocato la rissa. Gli agenti sono riusciti a recuperare le chiavi, ma questo ha scatenato la rabbia degli altri detenuti del reparto.

Un poliziotto è stato afferrato per il collo e sollevato da terra, mentre un altro è stato colpito violentemente. Sono quindi intervenuti altri due agenti: uno è stato colpito alla schiena, l’altro con violenti pugni al volto.

"Aveva la faccia gonfia e tumefatta", raccontano i colleghi che lo hanno visto. "È stato colpito con tanti pugni in faccia e in testa, al punto che non sentiva più da un orecchio", è quanto riferiscono Franco Denisi e Giusy Scordo, rispettivamente segretario provinciale del Sappe di Reggio Calabria e delegata di Arghillà.

"Il fatto che questi episodi siano avvenuti a distanza di due giorni – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale – è il segno evidente di una pessima gestione e di una assoluta disattenzione da parte dell’Amministrazione, che non ha messo in atto iniziative concrete per scongiurare il ripetersi degli episodi di violenza che, ormai, nel carcere di Arghillà sono quotidiani.

"Perché il detenuto responsabile del primo episodio di violenza non è stato immediatamente trasferito? Forse poteva essere spostato a San Pietro, considerato che la direzione è unica? Chiediamo che ad Arghillà venga inviato il GIO, Gruppo di Intervento Operativo, al fine di ripristinare le ordinarie regole di legalità e sicurezza. Auspichiamo che il Dipartimento decida al più presto di istituire sezioni dedicate ai detenuti violenti", conclude la nota.

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