È successo a Palmi ma la situazione è comune a molti istituti penitenziari italiani
Ci risiamo! È di nuovo il turno di Palmi, dove un detenuto appartenente al circuito Media Sicurezza, affetto da patologie psichiatriche, si è reso responsabile di 2 giorni di episodi alternati tra atti autolesionistici ed aggressioni al personale; il ristretto nel pomeriggio dell’altro ieri ha incendiato la propria camera di pernottamento, il personale di polizia penitenziaria intervenuto per mettere in sicurezza il detenuto e il suo compagno di cella sono stati a loro volta oggetti di gratuita aggressione nonostante le circostanze di estrema criticità. A darne notizia è il sindacato Osapp Calabria in una nota.
Nella mattinata di ieri lo stesso detenuto ha devastato letteralmente la sua stanza di pernottamento minacciando di continuare ad oltranza fino al trasferimento in altro istituto o in altro reparto, minaccia che ha trovato poi seguito dopo oltre due ore di continua attività distruttiva quando intorno alle ore 13.30 il detenuto ha nuovamente appiccato un incendio e seppur immediatamente contenuto si e reso necessario l’intervento dei sanitari del locale del 118.
Trattandosi dell'ennesimo caso di soggetto psichico – si legge nella nota - non possiamo mancare di denunciare ancora una volta il totale fallimento del superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, oggi ancor di più aggravata dall’importante carenza organica della Polizia Penitenziaria che continua a subire aggressioni e violenze gratuite, tra l’altro vittima anche di una disorganizzazione operativa ed essere oggetto di discriminazione in merito all’applicazione di un protocollo piuttosto che un altro.
Aggiunge Pasquale Montesano Segretario Generale Aggiunto Osapp: “nella circostanza devono necessariamente evidenziarsi ancora una volta i turni massacranti di servizio che mettono a dura prova la tenuta psicofisica del personale di Polizia Penitenziaria, nella circostanza di Palmi.
Volendo tracciare un quadro della situazione negli istituti penitenziari italiani si può affermare che le carceri italiane sono vere e proprie palestre del crimine e una discarica attraverso la quale si allontanano dalla società determinati soggetti”.
“Un’immagine sconfortante i cui problemi vanno ricercati prima di tutto nell’endemica mancanza di personale, un problema che rende molto più difficile il lavoro degli operatori a partire da quello della polizia penitenziaria, troppo spesso vittima di eventi critici e tutti gli annessi”.
Conclude Montesano: “Bene la nuova compagine politica su Polizia penitenziaria, ma aspettiamo i fatti, che la gestione del sistema penitenziario e il lavoro della Polizia penitenziaria versino in condizioni indegne lo diciamo da tempo, ma quello che è paradossale è che lo hanno sostenuto spesso politici e governanti senza che da ciò siano derivate soluzioni concrete. Alla Presidente Giorgia Meloni, al ministro della Giustizia On.le Carlo Nordio e ai suoi sottosegretari cui rivolgiamo gli auguri di buon lavoro, chiediamo allora semplicemente consequenzialità. A partire dalle assunzioni straordinarie di Poliziotti penitenziari che possano colmare i vuoti organici di oltre 7.000 unità”.