Arrestato il latitante Luciano Camporesi

Autore Redazione Web | mar, 15 nov 2022 07:21 | Luciano-Camporesi Arresto-Latitante

Condannato a 22 anni e 8 mesi di reclusione per traffico di droga, era irreperibile dal 5 dicembre 2018.

Localizzato e catturato, l’11 novembre scorso, in Turchia, nella provincia di Antalya, il latitante Luciano Camporesi, 47 anni, condannato all’esito del processo di primo grado, celebratosi con rito ordinario innanzi al Tribunale di Locri, alla pena di 22 anni ed 8 mesi di reclusione per il reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Camporesi era irreperibile dal 5 dicembre 2018, quando si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione Pollino - European ‘ndrangheta Connection, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri.

Nelle scorse settimane, l’attività investigativa è stata indirizzata verso la Turchia, grazie alle informazioni fornite dalla Direzione Investigativa Antimafia, che, nell’ambito di attività condotte dal Centro Operativo di Palermo, ha acquisito elementi concreti, condivisi con il Servizio Centrale Operativo e la Squadra Mobile di Reggio Calabria, localizzando il latitante, almeno fino al 2021, in territorio turco.

Attraverso l’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia, sono state attivate le autorità turche e sulla base degli spunti forniti, nella notte tra l’11 ed il 12 novembre scorso, personale del Dipartimento Intelligence e della Criminalità Organizzata e Anticontrabbando della Polizia turca, ha rintracciato e tratto in arresto Luciano Camporesi, ritrovato in un appartamento nella città di Antalya, in possesso di documenti falsi.

Il ruolo centrale di Camporesi era stato ricostruito nella menzionata inchiesta Pollino -European ‘ndrangheta Connection, nella quale fu accertata l’operatività in un’associazione attiva nel traffico internazionale di stupefacenti tra il Sud America, l’Italia e l’Europa nord occidentale. L’inchiesta si concluse, nella fase delle indagini preliminari, con l’arresto di 70 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, violazioni della normativa sulle armi, trasferimento fraudolento di beni, simulazione di reato, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, riciclaggio, autoriciclaggio e favoreggiamento personale.

Luciano Camporesi aveva instaurato stretti rapporti di collaborazione criminale con i coindagati calabresi Domenico Pelle (della omonima cosca di San Luca) e Giovanni Gentile, con cui si era incontrato, nel mese di aprile del 2017 per pianificare l’arrivo in Italia di ingenti carichi di sostanze stupefacenti (cocaina ed hashish), utilizzando come vettori sia navi commerciali che una sua imbarcazione che navigava per effettuare ricerche petrolifere in mare, e, per questo, autorizzata a percorrere liberamente molteplici rotte senza destare sospetto.

Nel prosieguo delle indagini, è emersa la riconducibilità a Camporesi della imbarcazione “Remus”, battente bandiera panamense ed equipaggiata con personale di origine “montenegrino”, a bordo della quale, in data 13.08.2018, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza - G.I.C.O. di Palermo, ha sequestrato 20.140 Kg di sostanza stupefacente del tipo hashish, arrestando, in flagranza di reato, l’intero equipaggio della nave composto da 11 soggetti, tutti di nazionalità montenegrina.

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