Questa la proposta dei pm della DIA per i 34 imputati con rito abbreviato.
I pm della DIA di Roma, nell’ambito
del processo scaturito dall’operazione “Tritone” che portò all’arresto di 65
persone legate alla ‘Ndrangheta che puntava a colonizzare il litorale romano,
ha chiesto condanne per 370 anni per i 34 imputati che hanno scelto il rito
abbreviato. Per tutti gli altri, chiesto invece il rinvio a giudizio.
L’inchiesta, coordinata dai
procuratori aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calò con i pm Giovanni Musarò,
Francesco Minisci e Alessandra Fini, aveva consentito di accertare l'esistenza
di due distinti gruppi criminali, distaccamenti delle 'ndrine di Santa Cristina
d'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabriam e di Guardavalle, in provincia
di Catanzaro, ai cui vertici c’erano Giacomo Madaffari, Davide Perronace e
Bruno Gallace. Per Bruno Gallace in particolare, uno degli imputati ad aver
optato per il rito abbreviato, sono stati chiesti 20 anni.
Le indagini svelarono l'importazione di due quintali e mezzo
di avvenuta nella primavera 2018 tramite un narcotrafficante colombiano
considerato il broker della ndrangheta che, per sfuggire ai controlli doveva
essere sciolta nel carbone e poi estratta all'interno di un laboratorio
allestito a sud della Capitale.
Il gruppo che faceva parte a Madaffari, Gallace e Perronace,
aveva condizionato anche le elezioni dei sindaci di Anzio e Nettuno (entrambi
non indagati), attraverso appalti pubblici per il rifacimento delle fognature
nelle due città del litorale sud.