I fatti, in cui perse la vita Sekine Traorè, risalgono a giugno del 2016
E' stato assolto, "perché il fatto non costituisce
reato", il brigadiere che l'8 giugno 2016 che dopo essere stato ferito da
due coltellate aveva sparato con la pistola d'ordinanza e ucciso un migrante di
27 anni, Sekine Traoré, del Mali, all'interno della tendopoli di San
Ferdinando. Lo rende noto il suo difensore, l'avvocato Eugenio Vagni – riporta l’agenzia
di stampa Ansa.
Il militare, all'epoca dei fatti, era un appuntato in servizio
all'aliquota radiomobile di Gioia Tauro, ed era imputato di eccesso colposo di
legittima difesa. L'8 giugno 2016 intervenne nella tendopoli per sedare una
rissa tra migranti. Traorè lo ferì con una coltellata e tentò di colpirlo nuovamente.
Il carabiniere, quindi, sparò uccidendolo.
Il Tribunale di Palmi lo ha assolto il 10 marzo scorso – la sentenza
è poi passata in giudicato - ritenendo, riferisce il legale, che "Catalano
abbia agito per legittima difesa, accogliendo così pienamente la tesi difensiva
e rigettando, contestualmente, le richieste risarcitorie delle parti civili, tra
cui vi era anche l'Associazione contro gli abusi in divisa.