Questore: 'alcuni imprenditori funzionali a interessi cosca'.
"Oggi abbiamo tratto in arresto soggetti indagati e condannati per associazione di stampo 'ndranghetista che appena usciti dal carcere hanno pienamente ripreso, dopo anni e anni, quell'attività che avevano lasciato entrando in carcere". A dirlo - riporta un'agenzia ANSA - il procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, incontrando i giornalisti in merito all'operazione "Atto quarto" che ha portato a 28 arresti.
Emblematico il caso di Edoardo Mangiola, capo del locale di Spirito Santo, che - come ha raccontato il capo della Squadra mobile reggina Alfonso Iadevaia - dal carcere riusciva a gestire tutte le attività, disponendo ordini per gli altri sodali della cosca e addirittura offrendo partite di sostanze stupefacenti la cui trattativa era affidata al figlio, oggi 23enne, Beniamino, incaricato dal padre di recuperare una partita di 800 gr di cocaina da un garage del Nord Italia. Emersa, inoltre, la facilità della cosca Libri di interloquire con gli altri mandamenti sul territorio cittadino, e la gestione consociativa delle estorsioni che venivano amministrate anche in funzione delle necessità di altre cosche del territorio cittadino in difficoltà per gli affetti di attività investigative e processi.
"Un operazione - ha spiegato il questore Bruno Megale - caratterizzata da attività di tipo tradizionale e molto intensa sul terreno che ha rivelato l'esistenza, da una parte di imprenditori che erano in qualche modo funzionali agli interessi dell'organizzazione mafiosa, che riuscivano a fare lavori anche importanti nel territorio cittadino e provinciale. Nei loro confronti è stato disposto il sequestro dell'intero patrimonio aziendale, perché la loro attività si era sviluppata grazia alla cointeressenza con l'organizzazione mafiosa ed erano diventate particolarmente importanti. Fortunatamente c'è una incoraggiante quota di imprenditori onesti che hanno denunciato per le pressioni estorsive ricevute, che riteniamo incoraggiante". Un altro aspetto evidenziato da Megale, è "l'attualità e l'importanza della cosca Libri per i legami - ha detto - con le più importanti consorterie reggine, come, per esempio quella dei De Stefano-Tegano, e l'operatività di questi legami interconnessi sia con le cosche cittadine, e sia con quelle del versante tirrenico e ionico della provincia reggina".