L'evento ha voluto celebrare non solo l'eredità artistica del "maestro" ma anche l'importanza del dialetto e della cultura locale
Pellaro ha reso omaggio al grande Otello Profazio con un emozionante "concerto narrato", un vero e proprio evento che ha visto protagonista il cantautore Peppe Voltarelli. L'artista, che ha dedicato un disco al celebre "Mastru Cantaturi", ha guidato il pubblico in un viaggio attraverso la musica popolare calabrese, unendo immagini e narrazione.
L'evento ha voluto celebrare non solo l'eredità artistica di Profazio, ma anche l'importanza del dialetto e della cultura locale. Come ha sottolineato Peppe Voltarelli a ReggioTV, Profazio ci ha lasciato molto più di un ricco repertorio musicale: ci ha donato un'eredità culturale profonda. "La cosa importante che ci lascia Otello è innanzitutto un grande canzoniere" ha affermato Voltarelli, aggiungendo che il ruolo fondamentale della lingua è quello di essere una guida. Il dialetto, secondo l'artista, non deve essere elemento di separazione, ma una "lingua unificante".
Il concerto ha evidenziato come la musica e la lingua siano strumenti potenti per preservare l'identità di un popolo, un concetto ribadito dallo stesso Voltarelli: "Questo sia uno strumento per unire i popoli e non per farli sentire inferiori o superiori". Il cantautore ha ricordato come, in passato, i dialetti siano stati considerati lingue marginali, ma che, grazie ad autori e interpreti come Profazio, De André e Guccini, queste tradizioni sono state salvaguardate e tramandate.
L'evento di Pellaro, quindi, non è stato solo un concerto, ma un momento di riflessione sull'identità e sul potere della musica popolare. Un'occasione per ricordare un maestro e per celebrare la ricchezza di una cultura che, attraverso il dialetto e la canzone, continua a parlare al cuore delle persone, diventando un ponte tra il locale e l'internazionale.