Luce sui Parchi, Calabrese: "La Calabria culturale e identitaria è una grande attrattiva turistica"

Autore Redazione Web | ven, 04 set 2026 18:13 | Calabrese Calabria Luce-Sui-Parchi Siti-Archeologici

L'assessore regionale commenta i risultati del progetto e le oltre 30mila presenze in un settimana nei siti archeologici 

Luce sui Parchi ha dimostrato una cosa molto semplice e consegnato una consapevolezza precisa: la storia non deve essere soltanto conservata, deve tornare a vivere nel presente. I nostri siti archeologici non sono semplicemente luoghi da visitare, ma sono luoghi da vivere, conoscere e condividere. Oltre 30 mila presenze in una settimana sono un risultato straordinario, ma soprattutto sono la conferma che esiste una domanda forte di Calabria culturale, identitaria, autentica”.

Così l’assessore al Turismo, Lavoro e Sviluppo economico della Regione Calabria, Giovanni Calabrese, interviene in conclusione del progetto della Regione nato con l’obiettivo della valorizzazione culturale e turistica, unendo archeologia, spettacolo, musica, enogastronomia e promozione del territorio, con eventi ospitati nei principali parchi e siti archeologici regionali.

“Abbiamo avuto la possibilità di lavorare nella Locride, una terra di una bellezza straordinaria, dove il mare dialoga continuamente con una storia millenaria. Locri Epizefiri, l’antica Kaulon, il Teatro greco-romano di Portigliola, la Villa Romana di Casignana sono luoghi che non hanno bisogno di essere inventati: hanno già dentro di sé una forza, un fascino e un patrimonio che appartengono alla storia del Mediterraneo. Il nostro compito è farli conoscere, renderli sempre più accessibili e soprattutto restituire loro il ruolo che meritano nella narrazione della Calabria. In questi giorni – prosegue l’assessore – abbiamo visto grandi artisti confrontarsi con questi luoghi e abbiamo dimostrato che l’archeologia può essere protagonista e non semplice cornice. Siani ha parlato di luoghi meravigliosi che “non sono solo racconto della storia ma presente che ti permettono di lavorare per il futuro”. La calabrese Bertè ha avuto parole di elogio per la sua terra e Carmen Consoli ci ha ricordato che “si può vivere di pane e Divina Commedia”; Macagnino con “Movimento terra” e con l’orchestra del Conservatorio F. Cilea” ha galvanizzato ancor di più l’amore per questo territorio, spingendo i presenti a valorizzarne le tradizioni e la storia. Tosca ci ha parlato della necessità di valorizzare i nostri gioielli, di essere orgogliosi e quasi gelosi di ciò che ci appartiene. È esattamente questa la direzione che dobbiamo seguire: trasformare la nostra identità in una leva di attrazione, reputazione ed economia”.

“La buona riuscita di questa manifestazione – evidenzia inoltre Calabrese – è anche il risultato di un grande lavoro di squadra. Voglio ringraziare innanzitutto i Parchi Marini Regionali della Calabria, il Ministero del Turismo, la Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria, la Soprintendenza per i Beni Archeologici, il GAL Terre Locridee, l’Accademia Senocrito per la direzione artistica, il Dipartimento Turismo della Regione Calabria e Calabria Straordinaria, la Fondazione Calabria Film Commission e tutte le Amministrazioni comunali che hanno creduto nel progetto e hanno messo a disposizione luoghi, energie e competenze. Un ringraziamento particolare va alle comunità della Locride, agli operatori, ai produttori, alle realtà culturali e a tutti coloro che hanno contribuito a fare di questi giorni un vero laboratorio. Abbiamo messo insieme cultura, archeologia, spettacolo, enogastronomia, paesaggio e accoglienza, dimostrando che la forza della Calabria sta proprio nella capacità di costruire un’offerta integrata”.

“Ma questo non è un punto di arrivo. È l’inizio di un percorso che vogliamo portare avanti in tutta la Calabria – rimarca Calabrese –. La Locride è stata il laboratorio dal quale siamo partiti, ma la sfida regionale è molto più ampia. Vogliamo portare luce sui parchi archeologici, sui parchi marini e sui grandi luoghi della cultura calabrese, dando loro sempre maggiore risalto, visibilità e centralità nella strategia turistica regionale. Non si tratta di replicare semplicemente un festival o di spostare un cartellone da un territorio all’altro – ha spiegato l’assessore –. Dobbiamo esportare un metodo: mettere il patrimonio al centro, costruire attorno ai luoghi una programmazione culturale di qualità, coinvolgere le comunità e creare occasioni capaci di attrarre visitatori anche oltre la tradizionale stagione balneare”.

“La Calabria – prosegue l’esponente della Giunta Occhiuto – può e deve costruire motivazioni di viaggio autonome dal solo mare. Il mare resta una delle nostre grandi ricchezze, ma pochi chilometri più dentro troviamo archeologia, borghi, musei, paesaggi, produzioni, cultura e identità. È questo il patrimonio che dobbiamo imparare a raccontare insieme. “Quando la storia diventa identità contemporanea, il patrimonio smette di essere soltanto qualcosa da custodire e diventa una straordinaria opportunità per generare cultura, turismo, economia e futuro. È questa – conclude l’assessore Calabrese -la Calabria che vogliamo continuare a costruire: una Calabria capace di valorizzare i propri gioielli, di metterli in rete e di trasformare la propria immensa eredità culturale in una delle principali ragioni per scegliere la nostra regione, dodici mesi l’anno”.

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