Il capogruppo Avanti-Casa Riformista lancia un appello alle forze progressiste e civiche
"C’è un appuntamento elettorale che incombe su Reggio Calabria e che, almeno per il momento, sembra interessare molto più il centrodestra che il centrosinistra. È quello per l’elezione del nuovo deputato del collegio uninominale Calabria-U05, resosi vacante dopo le dimissioni di Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria e poi formalmente dimessosi dalla Camera dei deputati. Una consultazione che qualcuno potrebbe considerare quasi una formalità, alla luce dei rapporti di forza emersi alle ultime elezioni politiche e, soprattutto, del risultato delle recenti amministrative di Reggio".
Così il Capogruppo consiliare Avanti - Casa Riformista Filippo Quartuccio.
"Io, invece, penso esattamente il contrario. Penso che proprio per questo il
centrosinistra debba cominciare a discuterne adesso. E quando dico
centrosinistra intendo un campo progressista, riformista e civico, capace di
mettere insieme sensibilità diverse senza pretendere di cancellarle.
Perché il dato politico più preoccupante, oggi, non è che non ci sia ancora un
candidato. È che non si vede ancora una discussione politica vera.
Nessuna riunione di coalizione. Nessun confronto pubblico tra le forze che
dovrebbero costruire un'alternativa. Nessuna riflessione seria sul profilo del
candidato o della candidata. Nessuna proposta di metodo per arrivare a una
candidatura condivisa. Siamo davanti a un'elezione suppletiva e corriamo il rischio di comportarci
come se fosse un appuntamento marginale. Non lo è. Non è soltanto un seggio da
assegnare - continua Quartuccio -. Questa elezione non riguarda soltanto chi occuperà per il resto della
legislatura un posto alla Camera dei deputati. Riguarda il rapporto tra Reggio Calabria e la politica nazionale. Riguarda la capacità del centrosinistra di reagire dopo una sconfitta
amministrativa pesantissima. Riguarda la possibilità di dimostrare che il risultato delle recenti elezioni
comunali non ha cancellato un'area politica e culturale, ma impone a quella
stessa area di ripensarsi, di allargarsi e di tornare a parlare alla città. E riguarda, soprattutto, una domanda semplice: esiste ancora a Reggio Calabria
la possibilità di costruire un'alternativa competitiva al centrodestra? Io credo di sì".
Per il consigliere comunale "il centrodestra ha dimostrato di saper costruire una proposta politica
riconoscibile, aggregare consensi e occupare lo spazio del governo della città".
"Noi non possiamo rispondere semplicemente con la sommatoria delle nostre sigle.
Dobbiamo rispondere con un progetto. Prima il metodo, dunque, poi il nome. È comprensibile che in queste ore circolino nomi e disponibilità. Ma sarebbe un errore cominciare dalla candidatura.
La domanda da porsi non dovrebbe essere: chi deve essere il candidato del PD?
Chi di Casa Riformista? Chi del Movimento 5 Stelle? Chi delle forze civiche?
La domanda dovrebbe essere un'altra: quale persona può rappresentare una
coalizione larga, credibile e competitiva, senza essere la candidatura di una
sola parte? È da qui che bisogna partire. Servono un confronto rapido e un metodo trasparente. Un tavolo nel quale tutte
le forze progressiste e riformiste possano sedersi senza pregiudizi e senza
rivendicazioni proprietarie. E serve la disponibilità a mettere in discussione anche i propri nomi e le
proprie ambizioni.
Perché se la logica sarà ancora una volta quella del "prima viene il mio
partito", abbiamo già perso. Il candidato, o la candidata, dovrà avere alcune caratteristiche precise. Dovrà conoscere Reggio e il territorio del collegio. Dovrà avere autorevolezza
personale. Dovrà essere riconoscibile oltre i confini di una singola forza
politica. Dovrà poter parlare tanto all'elettorato progressista quanto a quello moderato,
riformista, civico ed a quella parte di elettorato che oggi guarda alla
politica con crescente distanza e diffidenza. Soprattutto, dovrà avere una cosa che non può essere costruita a tavolino: la
credibilità.
Non serve una candidatura di testimonianza. Serve una candidatura che abbia
l'ambizione di vincere.
Le recenti elezioni comunali hanno consegnato al centrosinistra una lezione
molto dura. Non possiamo far finta di nulla. Ma sarebbe altrettanto sbagliato
trasformare quella sconfitta in una condanna definitiva. Una forza politica
seria sa perdere, sa analizzare le ragioni della sconfitta e sa ripartire. Le
suppletive possono essere la prima occasione per farlo. Non perché dobbiamo
illuderci che una singola elezione risolva i problemi del centrosinistra
reggino. Ma perché possiamo scegliere se utilizzare questo appuntamento per
riproporre divisioni, veti e incomprensioni oppure per costruire un primo pezzo
di una nuova fase.
Io credo che la seconda strada sia quella giusta. Basta aspettare. Per questo rivolgo un appello alle forze del centrosinistra,
ai partiti progressisti e riformisti, alle realtà civiche e a tutte le
personalità che hanno a cuore il futuro politico di Reggio Calabria. Sediamoci intorno a un tavolo. Adesso. Non tra qualche settimana. Non quando saranno
scaduti i tempi per costruire una campagna elettorale seria. Non dopo che ogni
partito avrà deciso autonomamente il proprio candidato. Adesso. Discutiamo del perimetro della coalizione. Definiamo un metodo.
Individuiamo il profilo migliore. E poi, insieme, scegliamo il candidato.
Penso che questa debba essere la nostra responsabilità: contribuire a costruire
uno spazio politico nuovo. Il centrosinistra reggino ha bisogno di una sveglia. E forse, la prima cosa da
fare, è smettere di aspettare che siano gli altri a suonarla”.