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Suppletive, Toscano chiude a Piazza Camagna: "Il problema è sistemico"

Autore Grazia Candido | ven, 25 set 2026 21:07 | Suppletive Toscano Dsp Futuro

Il candidato di Democrazia Sovrana Popolare sposta il confronto dai singoli protagonisti alla crisi del sistema politico, dell'informazione e della società

Non una semplice chiusura di campagna elettorale, ma un attacco al sistema politico e sociale nel suo complesso. Francesco Toscano ha scelto Piazza Camagna per l'ultimo appuntamento della sua corsa alle suppletive e, dal palco, ha concentrato il proprio intervento sulle differenze tra i candidati, sulla qualità del dibattito pubblico e sulle condizioni economiche e sociali della Calabria.

Il punto di partenza è una domanda rivolta direttamente agli elettori: "Voi avete capito quali sono le differenze sostanziali fra questi tre signori? Io non le ho capite".

Per Toscano, il problema non sarebbe soltanto quello che accade sui palchi elettorali, ma soprattutto ciò che avviene fuori dai riflettori. «Siccome nessuno interessa, nessuno fa delle domande che siano politicamente orientate, allora loro possono fare quello che vogliono», ha dichiarato.

Da qui la critica a un dibattito che, secondo il candidato DSP, rischia di concentrarsi sugli aspetti più superficiali dello scontro politico.

"Non è troppo semplice prendersela con quattro buzzurri che dicono parolacce dal palco. Io non voglio sparare sull'ecologia rossa" - ha detto.

È però sulla definizione del problema come sistemico che Toscano ha costruito il passaggio più politico del suo intervento.

"Il problema è sistemico" - ha affermato, sostenendo che la presenza di una classe politica che giudica negativamente non possa essere analizzata separatamente dal contesto nel quale opera.

"Gente così scadente, così mediocre, così obiettivamente volgare può navigare all'interno di un mare dove tutti più o meno sono simili a lui" - ha dichiarato.

Il bersaglio, dunque, non è soltanto il singolo esponente politico. Toscano ha chiamato in causa l'intero circuito che contribuisce a determinare il dibattito pubblico: "Il problema è di chi fa informazione, è dei poteri di controllo, è di chi sceglie le priorità. Il problema è di chi ha sviluppato una certa forma mentis, il problema è di certi stakeholder".

Una critica che arriva fino alla classe dirigente culturale e intellettuale, che Toscano accusa di essere parte di un sistema che tende a mettere in discussione le proprie regole soltanto quando queste non risultano più convenienti.

"Anche le persone che si sentono parte di una classe dirigente culturale, intellettuale, in realtà sono dentro un sistema tribale che tutto sommato non contestano fintanto che li garantisce" - ha sostenuto.

La seconda parte dell'intervento ha spostato il focus sulle condizioni materiali della popolazione. Toscano ha descritto quella che considera una deriva sociale del Paese utilizzando un'espressione volutamente provocatoria: "Questa è una società sudamericana".

Il candidato ha legato questa definizione alle politiche pubbliche e alle loro conseguenze sulla vita quotidiana delle persone.

Il primo riferimento è alla sanità: "Quando tu chiudi gli ospedali sai di provocare impoverimento perché la gente non può curarsi e deve rivolgersi al privato".

Poi le pensioni e l'età pensionabile: "Quando tu alzi l'età pensionabile sai di provocare povertà, quando tu lasci le pensioni al minimo in quel modo sai di provocare povertà".

Infine i giovani, con il tema dell'emigrazione e della mancanza di prospettive: "Quando tu non offri vie di sbocco ai giovani che vanno via sai di giocare sulla disperazione e alla paura della gente".

È questo, nella lettura proposta da Toscano, il meccanismo politico più importante. Una società impoverita e impaurita sarebbe più facilmente condizionabile da chi si propone successivamente come soluzione ai problemi.

"Una volta che hai creato questa società qui ti poni come risolutore dei problemi che hai creato tu" - ha affermato.

Il risultato, secondo il candidato DSP, sarebbe un rapporto di dipendenza politica fondato sulla paura: "Gli impauriti, gli isolati, quelli che temono di sprofondare nella miseria finiranno per baciare la mano di chi li ha bastonati perché non hanno altri strumenti".

Una lettura che Toscano ha applicato direttamente al territorio nel quale si è svolta la sua campagna elettorale.

"Questa è la società calabrese in parte italiana" - ha concluso.

Da Piazza Camagna, dunque, Toscano ha scelto di chiudere la propria campagna non con un appello centrato esclusivamente sul voto, ma con una contestazione complessiva del modello politico e sociale. Il tema delle suppletive diventa così, nella sua narrazione, parte di una questione più grande: chi controlla il sistema, quali priorità vengono scelte e quale società si vuole costruire.

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