Reggio TV Notizie
OPEN ×

Sottosegretari, Filomena Greco: «Avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni»

Autore Giorgia Rieto | lun, 05 ott 2026 16:04 | Sottosegretari Greco

La consigliera regionale di Casa Riformista–Italia Viva interviene alla conferenza stampa delle opposizioni a Palazzo Campanella

«Avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni a proprio piacimento». È questo il messaggio lanciato da Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista–Italia Viva, intervenuta alla conferenza stampa unitaria delle opposizioni a Palazzo Campanella, prima della seduta del Consiglio regionale.

Al centro dell’intervento la vicenda legata ai sottosegretari regionali e alla modifica dello Statuto della Calabria. Secondo Greco, dietro la marcia indietro della maggioranza ci sarebbe una questione che va oltre i costi delle nuove figure istituzionali e che riguarda direttamente il rapporto tra maggioranza politica, istituzioni e garanzie democratiche.

«Dietro la frettolosa marcia indietro della maggioranza sui sottosegretari, prima ancora dei costi delle nuove figure, c'è una lezione politica e democratica: avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni a proprio piacimento», ha dichiarato la consigliera.

«Lo Statuto è la Costituzione della Calabria»

Greco ha quindi richiamato il valore dello Statuto regionale, definendolo «la Costituzione della Calabria».

«Una Costituzione non appartiene mai alla maggioranza del momento – ha sottolineato – perché nasce per un unico scopo: stabilire i limiti entro i quali il potere può essere esercitato».

Per la consigliera, quanto avvenuto negli ultimi mesi rappresenterebbe una «parabola preoccupante». Prima, ha ricordato, la maggioranza avrebbe modificato lo Statuto per aumentare il numero degli assessori e introdurre i sottosegretari, nonostante le contestazioni dell'opposizione. Successivamente, di fronte alla richiesta dei cittadini di potersi esprimere attraverso un referendum, sarebbe arrivata la decisione di tornare sui propri passi.

«Prima si forza la mano e si modifica lo Statuto per aumentare gli assessori e introdurre i sottosegretari, nonostante le nostre contestazioni. Poi, quando i cittadini chiedono di potersi esprimere con il referendum, si decide improvvisamente di azzerare tutto e tornare indietro», ha affermato Greco.

Il richiamo alle riforme nazionali

Nel suo intervento la consigliera ha allargato il ragionamento anche al piano nazionale, sostenendo che la vicenda calabrese rappresenti un tema più generale sul rapporto tra maggioranze e istituzioni.

«È un copione che oggi si riflette anche a livello nazionale: le riforme si possono fare, ma le garanzie e i contrappesi esistono proprio perché le regole del gioco non sono nella disponibilità di chi governa», ha detto.

«Fuori dal Palazzo famiglie e imprese sono in difficoltà»

Greco ha poi spostato l'attenzione sulle difficoltà economiche che stanno interessando la Calabria, criticando le priorità della politica regionale.

«Mentre in queste stanze si consumavano mesi a discutere di equilibri interni e strutture di supporto, fuori da questo Palazzo la situazione è diventata gravissima», ha affermato.

Famiglie, lavoratori, agricoltori, pescatori e imprese, secondo la consigliera, «sono in difficoltà e stanno scendendo in strada».

Positivo, per Greco, il possibile utilizzo dei 7 milioni di euro inizialmente stanziati per il referendum per affrontare l'emergenza legata al caro carburante.

«Che i 7 milioni di euro inizialmente stanziati per il referendum vengano ora destinati all'emergenza del caro carburante è un fatto positivo, purché si traducano in aiuti seri, equi ed efficaci», ha precisato.

«Bisognava occuparsi prima dei problemi dei calabresi»

In conclusione, la consigliera regionale ha posto una domanda politica alla maggioranza: «Perché siamo dovuti arrivare fino a questo punto?».

Secondo Greco, le istituzioni avrebbero dovuto concentrare prima le proprie energie sulle emergenze economiche e sociali del territorio, piuttosto che sugli equilibri interni alla maggioranza.

«Bisognava occuparsi molto prima dei problemi dei calabresi e un po' meno degli equilibri della maggioranza», ha dichiarato.

Poi la conclusione, con un richiamo al ruolo delle istituzioni e alla tutela dei cittadini: «Le maggioranze passano e i presidenti passano. Le regole, le istituzioni e i diritti dei cittadini restano. Ed è questo che oggi stiamo difendendo».

Aggiornamenti e notizie