Gerace, il sindaco Lizzi fa chiarezza su TARI, raccolta rifiuti e TIS: "Scelte dettate da vincoli e necessità"

Autore Redazione Web | sab, 31 ott 2026 16:41 | Gerace Locride Sindaco Rudi-Lizzi Tari Raccolta-Rifiuti Tis

Secondo il primo cittadino della Locride si tratta di "temi che toccano da vicino la vita delle famiglie" del territorio

"Negli ultimi giorni si è tornati a discutere della TARI, dell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti e della situazione dei lavoratori TIS. Sono temi che toccano da vicino la vita delle famiglie e sui quali riteniamo doveroso dare spiegazioni chiare, senza nasconderci dietro termini tecnici e senza ridurre tutto a una contrapposizione politica".

A scriverlo in una nota Rudi Lizzi, sindaco di Gerace.

"Partiamo dalla TARI. È importante comprendere che questa tassa non serve soltanto a pagare il passaggio dei mezzi per la raccolta differenziata. Deve coprire l’intero servizio di gestione dei rifiuti: la raccolta, il trasporto, il conferimento agli impianti, il trattamento e lo smaltimento, oltre allo spazzamento delle strade, alla gestione dei mezzi e alle altre attività necessarie. Anche ciò che avviene dopo che i rifiuti sono stati ritirati ha un costo, e quel costo deve essere sostenuto".

"Negli anni sono aumentate molte delle spese necessarie per far funzionare questi servizi: dai carburanti alla manutenzione dei mezzi, dai materiali alle attività di trattamento e smaltimento. Anche il conferimento dei rifiuti negli impianti ha costi che il Comune deve sostenere. La TARI è quindi determinata sulla base di un insieme di spese reali, secondo il Piano Economico-Finanziario del servizio e le regole di settore. Nelle bollette figurano inoltre le componenti perequative stabilite da ARERA, denominate UR1 e UR2, alle quali dal 2025 si è aggiunta UR3, destinata al meccanismo di sostegno per le famiglie in condizioni di maggiore fragilità economica. Si tratta di voci disciplinate a livello nazionale, distinte dai costi direttamente sostenuti dal Comune. Questo non significa che non si debba cercare di contenere gli aumenti: significa che, per capire una bolletta, bisogna guardare all’insieme delle voci e non a una sola spesa".

"Un aspetto importante riguarda i risultati ottenuti nella raccolta differenziata. Il miglioramento del corretto conferimento e la riduzione degli scarti destinati allo smaltimento sono obiettivi concreti sui quali abbiamo lavorato insieme ai cittadini. Separare bene i rifiuti significa infatti ridurre la quantità di materiale che richiede trattamenti e conferimenti più onerosi: è uno dei modi con cui si può contenere la spesa, pur in un periodo in cui i costi degli impianti, dei trasporti e della gestione continuano a crescere. Anche Gerace ha registrato un aumento della TARI, ma il confronto delle tariffe disponibili per alcune tipologie di utenza mostra importi contenuti rispetto a diversi Comuni vicini. Non significa che ogni famiglia paghi meno che altrove, né che tutto il contenimento dipenda dalla differenziata: significa che il lavoro sul corretto conferimento è una parte importante dell’impegno per limitare i costi".

"La scelta di affidare all’esterno il servizio di raccolta nasce proprio dalla necessità di garantirne la regolarità. Il Comune ha visto ridursi progressivamente il numero degli operai disponibili e non poteva permettersi che un servizio essenziale dipendesse da un organico ormai insufficiente. Gerace, inoltre, non vive le stesse esigenze in ogni periodo dell’anno: durante le manifestazioni e nelle stagioni di maggiore presenza di visitatori, il lavoro aumenta e occorre poter rispondere con tempestività, organizzazione e continuità. L’obiettivo dell’affidamento è stato questo: assicurare ai residenti e a chi arriva nel nostro borgo un servizio adeguato, anche nei momenti di maggiore afflusso".

"Questo non vuol dire che affidare il servizio a un’impresa esterna sia, di per sé, la soluzione meno costosa. Vuol dire che l’Amministrazione ha ritenuto necessario adottare un’organizzazione capace di assicurare la raccolta con regolarità. Sulla qualità del servizio e sul contenimento delle spese resta naturalmente il nostro dovere di vigilare e intervenire dove occorre".

"Un’altra questione riguarda i lavoratori TIS. Comprendiamo bene il valore umano e sociale della loro situazione, ma è necessario chiarire che un Comune non può procedere ad assunzioni soltanto perché ne riconosce l’utilità o ne ha la volontà. Deve avere anche la possibilità di farlo nel rispetto dei limiti finanziari e delle norme sul personale. Su questo punto esiste un preciso riscontro amministrativo: nell’attestazione del 5 ottobre 2026, il responsabile del Settore Economico-Finanziario ha indicato che, sulla base del rendiconto 2024, Gerace risultava ente non virtuoso ai fini della capacità assunzionale per il 2025 e che, fino all’approvazione del rendiconto 2025, non sussistevano spazi assunzionali utilizzabili secondo il decreto ministeriale del 17 marzo 2020. Non si trattava, dunque, soltanto di decidere se assumere i lavoratori, ma prima ancora di verificare se il Comune potesse farlo legalmente e finanziariamente. Per il periodo attestato, la risposta era negativa. È un limite tecnico-contabile, non una valutazione sull’utilità o sul valore del lavoro svolto dai TIS".

"Va chiarito anche un altro aspetto, spesso trascurato nel dibattito. I lavoratori TIS erano inquadrati, secondo la documentazione relativa ai loro rapporti di lavoro, con una determinata qualifica. Non si trattava quindi di personale già inquadrato nelle specifiche mansioni richieste per organizzare e svolgere autonomamente il servizio di raccolta differenziata. Per impiegarli in quel servizio sarebbe stato necessario verificare mansioni, requisiti e organizzazione del lavoro: non bastava semplicemente spostarli alla raccolta. Di conseguenza, anche nell’ipotesi in cui il Comune avesse potuto assumerli (possibilità che in quel momento non risultava esserci), la stabilizzazione non avrebbe automaticamente risolto la carenza di personale e le esigenze operative che hanno portato all’affidamento esterno".

"La manifestazione di interesse rivolta ai lavoratori serviva a verificarne la disponibilità, ma non poteva, da sola, superare quei limiti. Allo stesso modo, il contributo regionale richiamato nel dibattito era una risorsa una tantum e non una copertura annuale garantita per più anni. Una stabilizzazione comporta impegni continuativi, che devono essere sostenibili e consentiti dalla legge. Non sarebbe corretto far credere che bastasse destinare quei lavoratori alla raccolta differenziata per risolvere automaticamente sia la questione occupazionale sia quella del servizio: anche mansioni, requisiti e organizzazione avrebbero dovuto essere verificati".

"È giusto discutere delle decisioni prese e chiedere conto dei risultati. È altrettanto giusto riconoscere che ogni scelta amministrativa si misura con risorse disponibili, obblighi di legge e bisogni concreti della comunità. Come Amministrazione siamo chiamati a spiegare le nostre decisioni e a lavorare perché il servizio migliori e i costi siano tenuti sotto controllo".

"Da chi svolge un ruolo istituzionale, anche tra i banchi della minoranza, e che conosce anche l’iter amministrativo degli uffici, ci aspettiamo un’opposizione attenta, rigorosa e fondata sugli atti che tutti gli amministratori hanno il dovere di conoscere. Il confronto, anche severo, è utile alla comunità quando aiuta a capire e a trovare soluzioni; lo è molto meno quando privilegia affermazioni d’effetto, destinate a durare il tempo di una polemica, rispetto alla completezza dei fatti. I cittadini di Gerace meritano questo rispetto", conclude la nota.

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