Greco: "Malate oncologiche penalizzate dal click day, la Regione garantisca aiuti a tutte le aventi diritto"

Autore Redazione Web | sab, 07 nov 2026 10:10 | Greco Regione Malate-Oncologich Click-Day

Interrogazione di Casa Riformista – Italia Viva sull’Avviso “Un passo in più”: 2,5 milioni di euro per almeno 230 contributi


«Sostenere economicamente le donne colpite da una malattia oncologica e quelle che assistono un familiare malato è una scelta giusta. Ma non basta prevedere un contributo per fare una buona politica sociale. Bisogna anche stabilire criteri giusti per assegnarlo. La Regione Calabria ha scelto invece di premiare chi presenta prima la domanda, senza dare priorità a chi si trova nelle condizioni di maggiore difficoltà. Una donna che affronta una terapia, una persona anziana che non utilizza il computer o chi non ha nessuno che possa aiutarla rischia così di essere esclusa. La malattia non è una gara di velocità e il diritto a ricevere un aiuto non può dipendere da un clic».

È quanto dichiara Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, che ha depositato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Presidente della Giunta regionale e all’assessore competente sull’Avviso “Un passo in più”.

L’intervento dispone di 2,5 milioni di euro di fondi europei, destinati a finanziare almeno 230 contributi. La Regione ha già pubblicato diversi elenchi di domande ammesse e non ammesse, ma resta da chiarire quante donne abbiano effettivamente ottenuto il sostegno e quante, pur avendo i requisiti, rischino di rimanere escluse per esaurimento delle risorse. A questo si aggiungono le segnalazioni di malfunzionamenti della piattaforma informatica e quelle relative alla richiesta di consegnare documentazione cartacea, nonostante l’Avviso preveda la rendicontazione online.

«Con la mia interrogazione ho chiesto anche di integrare i fondi disponibili per finanziare tutte le domande ammissibili, senza costringere queste donne ad affrontare ulteriori procedure burocratiche, nonché di fornire spiegazioni sui problemi segnalati e sulla richiesta di documentazione cartacea — spiega Greco —. Sono persone che hanno già abbastanza difficoltà e alle quali non possiamo chiedere anche di essere più veloci delle altre per ottenere un sostegno. Tanto più che si tratta di fondi europei destinati a favorire un accesso equo ai servizi sanitari e socio-sanitari, con particolare attenzione alle persone più fragili».

«Per questo ritengo che la Regione debba rivedere questo sistema. Per i prossimi interventi occorrono criteri di priorità legati alle condizioni economiche e cliniche delle richiedenti e bisogna prevedere forme di assistenza presso le Aziende sanitarie, i Comuni e i patronati per chi non riesce a utilizzare autonomamente gli strumenti informatici — aggiunge —. Ma nell’immediato la Giunta deve fare una cosa molto semplice: verificare quante donne, pur avendo tutti i requisiti, non abbiano ricevuto il contributo e trovare le risorse per finanziare anche le loro domande».

«Parliamo di risorse europee destinate a sostenere le persone più fragili. La Regione ha il compito di utilizzarle nel modo più equo possibile, evitando un sistema che rischia di penalizzare proprio chi ha maggiori difficoltà — conclude Greco —. È questa la scelta politica che contesto. Perché non basta spendere i fondi europei: bisogna utilizzarli bene, assicurandosi che raggiungano chi ne ha realmente bisogno».


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