Ospedale della Sibaritide, Madeo: «Ora si acceleri sui trasferimenti dei reparti. Il nuovo ospedale deve essere pienamente operativo»

Autore Giorgia Rieto | gio, 08 ott 2026 10:51 | Madeo Ospedale-Della-Sibaritide

Dei 22 ambulatori previsti, soltanto 9 sono attualmente operativi

«Il nuovo Ospedale della Sibaritide rappresenta una concreta speranza per il diritto alla salute di un intero territorio. Adesso, però, è necessario accelerare sull’attivazione di tutti gli ambulatori e sulla piena operatività della struttura».

È questo il messaggio lanciato dall’avvocata Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità, che interviene sulla delicata fase successiva all’apertura del nuovo presidio ospedaliero di Insiti.

Dopo il taglio del nastro e l’avvio dei primi servizi, l’attenzione si concentra ora sul completamento dell’intera struttura. Dei 22 ambulatori previsti, infatti, soltanto 9 risultano attualmente operativi. Un dato che, secondo Madeo, impone di non rallentare il percorso intrapreso e di procedere con una programmazione precisa e tempi certi.

«In un panorama sanitario caratterizzato da tagli, carenza di personale e liste d’attesa ormai improponibili – sottolinea Madeo – il nuovo ospedale costituisce una reale speranza per il bisogno di salute della nostra comunità. Proprio per questo, dopo il comprensibile entusiasmo per l’inaugurazione, è arrivato il momento di pensare concretamente a completare il percorso e a rendere pienamente funzionante la struttura».

La vicepresidente della Commissione Sanità richiama quindi l’attenzione sulla necessità di evitare che, spenti i riflettori dell’inaugurazione, il processo di trasferimento possa subire rallentamenti.

«L’inaugurazione non può essere un punto di arrivo – afferma – ma deve rappresentare il punto di partenza di una nuova fase. Occorre agire con metodo, approccio scientifico e buon senso, affinché il nuovo ospedale possa rispondere realmente alle esigenze dei cittadini e non si alimentino le perplessità che hanno accompagnato il percorso di realizzazione».

Il passaggio più delicato, secondo Madeo, riguarda adesso il trasferimento dei reparti, delle apparecchiature e soprattutto del personale sanitario.

Medici, infermieri e operatori sanitari dovranno essere trasferiti nella nuova struttura attraverso una pianificazione che garantisca la continuità dell’assistenza. Il rischio, infatti, è che il trasferimento possa determinare un depotenziamento degli attuali presidi ospedalieri di Corigliano e Rossano, ancora indispensabili per garantire i servizi ai cittadini.

«È proprio questa la fase più complessa – evidenzia Madeo – perché non basta spostare macchinari e reparti. Bisogna trasferire anche il capitale umano, garantendo personale adeguato sia al nuovo ospedale sia ai servizi che continueranno a essere erogati negli spoke di Corigliano e Rossano».

Un problema che diventa ancora più rilevante alla luce della carenza di personale sanitario che interessa il sistema ospedaliero.

«D’altronde, il personale quello è – aggiunge Madeo – e non possiamo pensare di risolvere una criticità creandone un’altra. Se da una parte dobbiamo rendere pienamente operativi i servizi di Insiti, dall’altra non possiamo permettere che i reparti ancora attivi a Corigliano e Rossano vengano depotenziati a danno dei pazienti. Allo stesso modo, non possiamo avere un nuovo ospedale operativo solo parzialmente per mancanza di sanitari».

Da qui la richiesta di una transizione programmata, rapida ma soprattutto ordinata, capace di tutelare sia i cittadini sia il personale.

«La transizione deve essere affrontata con la massima cura e serietà – conclude la vicepresidente della Commissione Sanità – evitando disagi all’utenza e al personale sanitario. Il nuovo Ospedale della Sibaritide ha tutte le potenzialità per rappresentare una svolta storica per la sanità del territorio. Ora dobbiamo fare in modo che questa opportunità diventi realtà, completando gli ambulatori, trasferendo progressivamente i reparti e garantendo personale e servizi adeguati».

La sfida, dunque, è appena iniziata. Dopo la realizzazione della struttura e l’inaugurazione dei primi servizi, il territorio attende ora tempi certi, programmazione e piena operatività, affinché il nuovo ospedale possa diventare davvero un punto di riferimento per la salute dei cittadini della Sibaritide.


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