Al Bergarè, si celebra l’identità calabrese tra comicità e la musica di Paolo Sofìa e i QuartAumentata
Una serata che ti resta nel cuore. Ieri sera, sul palco del Bergarè a Piazza Castello, il comico reggino Santo Palumbo ha fatto centro con il suo spettacolo all’interno del progetto “Arrivano i Nostri”, un format che unisce comicità e musica in un connubio fresco e originale.
Accanto a lui, Paolo Sofìa e i QuartAumentata, che hanno regalato emozioni con le loro sonorità tipicamente calabresi, in un dialogo continuo con la comicità tagliente e mai banale di Palumbo.
Il risultato? Uno show vibrante, autentico e partecipato, dove risate e musica si sono fuse in un’unica grande energia.
“Abbiamo voluto coniugare la comicità alla musica, un mix nuovo, nato grazie a Calabria dietro le quinte, ideatrice di un progetto che trascinerà Reggio nel vortice dell’arte – afferma Palumbo prima dello spettacolo.
Proprio la sinergia con l’associazione culturale “Calabria dietro le quinte”, diretta da Giuseppe Mazzacuva, rappresenta uno dei punti di forza dell’iniziativa.
L’associazione, infatti, prosegue con entusiasmo il suo percorso di promozione culturale e di valorizzazione del territorio e degli artisti locali, offrendo al pubblico eventi che mescolano intrattenimento e identità.
Sul palco, Palumbo ha confermato la sua straordinaria presenza scenica e una padronanza linguistica capace di conquistare la platea fin dalle prime battute. Il pubblico, partecipe e coinvolto, non si è limitato ad applaudire, ma ha partecipato attivamente agli sketch, diventando parte integrante dello spettacolo. Un dialogo continuo, pieno di ritmo, ironia e complicità.
Tra un monologo e una canzone, Palumbo ha toccato temi di attualità e tradizione, parlando dei medici cubani, delle superstizioni calabresi e del malocchio, visto come simbolo del rapporto profondo tra sacro e profano che caratterizza la vita quotidiana del Sud.
“Per me – ha raccontato – il malocchio è sacro e profano, una credenza particolare ma sempre una forma di fede. È lo stemma di casa nostra”.
Dalle luci di "Zelig" a quelle di Piazza Castello, Palumbo non ha nascosto la sua emozione nel tornare a casa: “Reggio è casa mia. Amo la mia gente, mi sento protetto e coccolato. Se devo provare qualcosa, so che il pubblico reggino è indulgente e affettuoso”.
Impeccabili Paolo Sofìa e i QuartAumentata che hanno impreziosito la serata con colonne sonore ricche di emozione, identità e talento.
Le loro sonorità, capaci di fondere tradizione e modernità, hanno accompagnato con sensibilità i momenti comici di Palumbo, creando una perfetta armonia tra note e parole. Brani come "Aspromonte" e "Nicolino" hanno evocato immagini e storie profondamente legate alla Calabria, contribuendo a rendere l’atmosfera calda, autentica e intensamente partecipata.
Lo show si è concluso con un momento di appartenenza che ha racchiuso il senso profondo della serata: l’amore per la propria terra, raccontato con il sorriso e con la musica.
Un live che ha saputo unire divertimento, emozione e identità, confermando come la comicità possa essere, quando autentica, anche un atto d’amore verso la Calabria.