Cuore, gioco e identità: la Reggina di Trocini non si ferma più

Autore Giorgia Rieto | lun, 14 apr 2025 18:44 | Reggina Serie-D Trocini

La squadra amaranto continua a crescere e la cittá risponde presente

Vittoria pesante, netta. Una di quelle che fanno rumore. La Reggina batte 3-1 la Nissa davanti al proprio pubblico e mette un altro tassello importante in questo finale di campionato, dove ogni dettaglio può fare la differenza. Al Granillo è andata in scena una partita che ha visto i ragazzi amaranto dominare contro una squadra fisica, ostica, costruita per mettere in difficoltà chiunque. Ma questa Reggina, adesso, non sbaglia più nulla.

Merito di una squadra che ha ritrovato fiducia e coraggio, ma soprattutto di un tecnico, Bruno Trocini, che da quando è arrivato ha rimesso tutto al posto giusto. Con lui in panchina, la Reggina non ha sbagliato una virgola: gioco, grinta, compattezza. L’unico appunto che si può fare è legato a una panchina forse un po’ troppo corta, limite evidente in un campionato che richiede non solo tecnica, ma anche freschezza e malizia. Eppure, con questi uomini, il mister sta portando avanti un percorso esemplare.

A fare notizia, ieri, non è stato solo il risultato. Dalla Curva Sud si è levato un messaggio forte, chiaro, contro i femminicidi. Uno striscione che ha fatto il giro del web, portando alla ribalta il cuore della tifoseria reggina anche al di là dei confini cittadini. Un gesto che ha dato lustro all’intera piazza sportiva, capace di unire sport e coscienza civile in un momento in cui il silenzio sarebbe colpevole.

Ma se il campo sta parlando amaranto, fuori dal rettangolo verde c’è ancora tanto da costruire. La Primavera è alle porte, e con essa la speranza che certe guerre tra poveri possano finalmente cessare. Il futuro della Reggina è ancora incerto: la categoria in cui giocherà nella prossima stagione non è ancora definita. Ma la ripartenza dovrà essere chiara, condivisa, decisa. E parte da una comunicazione nuova, meno ruvida e più capace di unire. Le parole, in una città che vive di calcio come Reggio, pesano. E devono essere scelte con cura, soprattutto da chi rappresenta una maglia gloriosa.

Aprire le porte, riavvicinare i tifosi, raccontare la squadra con passione e rispetto. Il legame tra la Reggina e la città deve tornare ad essere forte, autentico, popolare. Perché questa squadra è il cuore di una comunità che ha voglia di tornare a sognare.

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