Il fisioterapista chiarisce l’episodio in diretta e racconta lo spirito della squadra
Il Professor Francesco D’Ascoli, fisioterapista della
squadra, che con la schiettezza che lo contraddistingue ha subito messo in
chiaro le priorità durante la nostra chiacchierata.
Il primo nodo da sciogliere riguarda un episodio curioso durante l’ultima
diretta nazionale su Legavolley. Francesco, lei gesticolava qualcosa. Con chi
ce l’aveva? «No, la mia paura era essere frainteso – spiega – perché volevo
fare un gesto in onore di Matteo Mancinelli, che purtroppo ha avuto un brutto
infortunio. Ho fatto una "M", un due... quindi poteva sembrare
"mai 3-2 in casa loro". Non volevo fosse frainteso: era un gesto solo
per Matteo».
Un episodio che rivela l’attenzione del gruppo verso chi è in difficoltà, ma
anche la consapevolezza di come un semplice segno possa trasformarsi in un
fraintendimento sui social.
A proposito di volti noti, D’Ascoli si lascia andare a un ricordo che sa di
orgoglio e amicizia. Antonio Polimeni, suo amico, è partito carico verso questa
avventura. Avrebbe mai immaginato tutto questo? «L’altra volta pensavo: noi
siamo partiti da Bisignano – racconta – e ora ci siamo ritrovati ad andare tre,
quattro volte a Reggio Emilia, a Belluno, palcoscenici importanti. È stata una
bella sensazione. Ma io conosco Antonio, so di cosa è capace. Se ti dovessi
dire "non me l’aspettavo", direi una bugia».
Il campionato entra nel vivo, con momenti di pathos, salite complicate. Che
aria si respirava in panchina nei frangenti difficili? «Io rischio di rimetterci
le penne – ammette ridendo – perché dobbiamo complicarci sempre le cose. Ma
nelle difficoltà ci saltiamo fuori. È importante questo atteggiamento di
risalire, affrontare le difficoltà sempre a viso aperto. È stata una grande
prova di tutti i ragazzi, del mister Polimeni. Non li nominerei tutti, ma
davvero tutti bravissimi». E sulla temuta “bestia nera” Acqui Terme? «Non ci
pensiamo. Se giochiamo come sappiamo giocare, nessuno ci fa paura».