Il dg ha espresso soddisfazione per il riconoscimento arrivato nel momento d’oro della società reggina
Una serata di emozioni, ricordi e grande orgoglio per Cesare Pellegrino, direttore sportivo della Domotek Volley, protagonista della cerimonia di premiazione organizzata dal portale "Il Metropolitano" presso la sala Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria. Un riconoscimento che arriva in un momento d'oro per la pallavolo reggina, con la squadra che sta vivendo una stagione da protagonista.
All'uscita della cerimonia, Pellegrino ha rilasciato ai nostri microfoni dichiarazioni cariche di sentimento e soddisfazione.
"Sono contento di avere ricevuto questo attestato, soprattutto in questo particolare momento nostro, per tutto quello che stiamo facendo, per la storia che stiamo scrivendo a Reggio Calabria", ha esordito il direttore sportivo.
A rendere ancora più speciale il premio è stata la persona che glielo ha consegnato.
"Non nascondo che questo premio mi ha emozionato perché mi ha premiato il professor Falcone, che è stato il mio maestro, quello che mi ha avviato a questo sport, che mi segue sempre. È stato per me un fratello maggiore – ha raccontato Pellegrino –. È stata una grande emozione essere stato premiato da lui".
Il riconoscimento ha riacceso nella mente del dirigente tantissimi ricordi legati alla sua lunga carriera, che lo ha visto anche vestire la maglia della Nazionale.
"Tutto il mio percorso sportivo, da quando ero giovane, da quando sono andato via fuori casa, da quando ho rappresentato la mia nazione all'estero. Tantissimi ricordi e tante belle cose che mi sono ritornate in mente", ha aggiunto.
Uno dei momenti più toccanti della conversazione è stato il ricordo del leggendario PalaBotteghelle (oggi PalaBenvenuti), dove mercoledì scorso la Domotek ha giocato una partita storica. "È stata per me una grande emozione, anche se non è più il mio Botteghelle dal punto di vista strutturale. Tanti ricordi: tre anni di Serie A, abbiamo sfiorato la Superlega", ha ricordato Pellegrino.
Interrogato sulle condizioni del mitico impianto, il direttore sportivo ha sorriso. "Non c'era il Taraflex, c'era quel parquet che c'è adesso. La struttura è uguale, naturalmente le tribune non sono più quelle che c'erano prima. Era un colpo d'occhio bellissimo, perché c'era il parterre bello tutto pieno, 5.000 persone ogni settimana. È stato un ricordo bellissimo – ha proseguito –. Tante partite, tante lotte, tanti match giocati in quel palazzetto che per noi sembrava grandissimo".
Pellegrino ha poi voluto sottolineare come l'attuale momento della Domotek Volley non sia solo un successo sul campo, ma un vero e proprio fenomeno sociale che sta coinvolgendo tutta la città. "La cosa che mi colpisce sempre è vedere tutte queste famiglie felici, tutti i bambini che sono intorno alla pallavolo, tutti che fanno festa. Abbiamo creato un teatro bellissimo a prescindere dallo sport, anche un riferimento sociale per la città", ha affermato con orgoglio.
Un movimento che sta riportando Reggio Calabria ai fasti di un tempo. "Vedere queste famiglie felici che tifano, che ballano, è incredibile. Mi rende orgoglioso di fare parte di questa società, di essere direttore sportivo", ha ribadito Pellegrino, che non ha dimenticato di ringraziare l'intera compagine societaria.
"Insieme a tutti gli altri dirigenti: Antonio Polimeni, Giuseppe Polimeni il nostro presidente, Marco Martino il nostro direttore generale, il team manager Mirco Crucitti, il nuovo direttore tecnico Billy Gurnari e tutti i nostri dirigenti. Ognuno di noi sta mettendo un bel tassello, un bel lavoro di squadra".
Il pensiero è già corso alla serie play-off contro Belluno, avversario tutt'altro che semplice.
"Belluno non è per nulla un avversario arrendevole. Ho visto una gara incredibile nei loro occhi e secondo me è una serie molto aperta", ha analizzato il direttore sportivo.
Ma sulla Domotek di quest'anno, Pellegrino non ha dubbi.
"Noi quest'anno abbiamo una cattiveria pazzesca. Siamo riusciti a vincere anche il primo set dove non eravamo partiti benissimo, tanta emozione per avere il pubblico vicino, strapieno. Al “Botteghelle” c'erano 1.300-1.400 persone. I ragazzi si vede che c'è un'intesa molto solida fra di loro e la voglia di raggiungere questo obiettivo".
Alla domanda su quale giocatore lo rappresenti di più, Pellegrino ha preferito non fare scelte.
"Non ne scelgo nessuno per non fare differenze. Questa è una gara che avrei voluto giocare tutte le gare play-off e tutto il campionato. Dentro di me mi tengo quell'emozione che provo durante le partite, con l'esultanza quando facciamo punto e la critica quando c'è qualcosa che non va. Sono strafelice in questo momento. Dobbiamo essere orgogliosi per tutto quello che abbiamo fatto per Reggio Calabria. Orgogliosi anche di questa città che ci sta sospingendo verso qualcosa di straordinario"