Catona, Legambiente: «No alle moto sulla spiaggia». Presentato un esposto

Autore Giorgia Rieto | mer, 28 ott 2026 11:22 | Lagambiente Motocross

Nel mirino la quinta tappa del campionato in programma il 31 ottobre e il 1° novembre

Stop alle moto da cross sulla spiaggia di Catona. È la posizione espressa da Legambiente, capofila del progetto europeo LIFE Turtlenest, in vista della quinta tappa del Campionato Mare Cross, prevista per il 31 ottobre e il 1° novembre sul lungomare della frazione reggina. L’iniziativa, organizzata dal Moto Club Sand Riders insieme alla seconda edizione del Memorial Carmelo Ferrante, prevede la partecipazione di decine di piloti di minicross su un percorso di 1.500 metri ricavato direttamente sull’arenile.

La contestazione delle associazioni non riguarda lo sport né il valore commemorativo dell’evento, ma l’utilizzo della spiaggia come circuito motoristico, con i potenziali effetti sull’ambiente costiero.

Per chiedere accertamenti urgenti e prevenire possibili danni, il 22 ottobre è stato presentato un esposto con diffida e richiesta di intervento alle autorità competenti. L’atto è stato sottoscritto da Legambiente Calabria, dal Circolo Legambiente Reggio Calabria “Città dello Stretto” APS, dal Touring Club Italiano – Club di Territorio di Reggio Calabria, dal WWF Calabria e dal CAI – Club Alpino Italiano, Sezione Aspromonte.

Le associazioni chiedono al Comune di Reggio Calabria e agli altri enti interessati di verificare la legittimità delle manifestazioni, accertare le autorizzazioni rilasciate e valutare l’eventuale sospensione o revoca dei titoli, qualora emergano i presupposti.

Il rischio per gli habitat protetti

Al centro della preoccupazione c’è la vicinanza della manifestazione alla Zona Speciale di Conservazione “Spiaggia di Catona” (ZSC IT9350183), situata a circa 100 metri dall’area interessata. Il sito fa parte della rete europea Natura 2000 e tutela habitat costieri di interesse comunitario, tra cui la vegetazione delle linee di deposito marine e le dune embrionali mobili.

Secondo quanto evidenziato nell’esposto, il passaggio ripetuto dei mezzi potrebbe provocare la compattazione della sabbia, il danneggiamento della vegetazione e la rimozione di materiali naturali come posidonia, legni e conchiglie, elementi che contribuiscono all’equilibrio dell’ecosistema. A questi rischi si aggiungerebbero quelli legati a eventuali perdite di carburanti, oli e lubrificanti.

Le associazioni richiamano inoltre le misure regionali di conservazione, che individuano tra le pressioni sugli habitat costieri la pulizia meccanica e il transito dei veicoli sull’arenile, prevedendo interventi di protezione dei sistemi dunali e il divieto di circolazione dei mezzi a motore tra le misure da attuare.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la fragilità del litorale di Catona, esposto all’erosione costiera e agli effetti della crisi climatica. Gli stessi organizzatori, secondo quanto riportato dalle associazioni, avrebbero modificato il tracciato rispetto all’edizione del 2025 in seguito a una mareggiata che ha ridisegnato parte della costa.

La tutela della tartaruga Caretta caretta

L’attenzione di Legambiente si concentra anche sulla biodiversità dei litorali calabresi, frequentati dalla tartaruga marina Caretta caretta. Nell’estate 2026, secondo i dati citati dall’associazione, in Italia sono stati censiti 358 nidi, con la Calabria tra le regioni maggiormente interessate dalle nidificazioni, insieme a Sicilia, Campania e Puglia.

Un patrimonio naturale che, sottolinea l’associazione, è il risultato del lavoro svolto negli anni da volontari, istituzioni e realtà ambientaliste e che richiede interventi di protezione degli habitat.

Legambiente ricorda inoltre che episodi analoghi sono stati segnalati in altre località italiane. Nel 2026, a Porto Cesareo, nel Salento, il circolo locale ha documentato gare di motocross nella riserva della Palude del Conte, presentando un esposto alla Procura di Lecce. Un altro esposto è stato presentato a Maccarese, vicino Roma, dopo una tappa del Supermarecross. In passato, manifestazioni analoghe sono state segnalate anche all’Isola d’Elba e a Ischia.

La posizione di Legambiente Calabria

«La nostra contrarietà non riguarda assolutamente lo sport, le iniziative per i bambini o il valore della memoria, ma attiene ai basilari principi della tutela ambientale», dichiara Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria.

«Siamo contrari all’idea che una spiaggia naturale possa essere trattata come una pista da corsa. Catona è un tratto di costa fragile, vicino a un sito della rete Natura 2000 e caratterizzato da habitat che necessitano di protezione».

Parretta ricorda anche le attività di pulizia, sensibilizzazione e salvaguardia realizzate nel tempo da Legambiente sul litorale, da ultimo nell’ambito del progetto “Acqua azzurra, fondali e spiagge da proteggere”, finanziato dalla Regione Calabria.

L’appello finale è rivolto alle istituzioni, chiamate a verificare tutti gli aspetti autorizzativi e ambientali e ad applicare il principio di precauzione.

«Chiediamo che le istituzioni verifichino ogni aspetto autorizzativo e ambientale, agiscano secondo il principio di precauzione e impediscano che il ripetersi di queste iniziative comprometta ulteriormente il litorale. La tutela dell’ambiente – conclude Parretta – non può essere rimandata a dopo l’evento: deve essere il presupposto di ogni decisione».


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