Taurianova, commemorata la memoria dell'Appuntato Stefano Condello e del Carabiniere Vincenzo Caruso

Autore Redazione Web | mer, 03 apr 2024 13:30 | Commemorazione Caruso Condello Carabinieri Taurianova

I due militari furono barbaramente assassinati l'1 Aprile 1977 nella "strage di Razzà"

Si è svolta stamattina la commemorazione del 47°anniversario della morte dell'Appuntato M.O.V.M. Stefano Condello e del Carabiniere M.O.V.M Vincenzo Caruso, barbaramente assassinati l'1 Aprile 1977 a Taurianova. La cerimonia ha vissuto tre momenti particolarmente intensi. Dapprima, la deposizione di una corona d'alloro presso la piazza Condello-Caruso, intitolata alla memoria dei due carabinieri, cui è seguita la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Matrice di Taurianova. Infine, è stato deposto un cuscino di fiori presso il cippo eretto sul luogo dell'eccidio, sito in contrada Razzà di Taurianova. 

Presenti il sindaco di Taurianova, Roy Biasi, gli assessori Angela Crea, Maria Fedele, Massimo Grimaldi ed il Presidente del Consiglio Comunale, Raffaele Scarfò. Hanno presenziato, inoltre, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, Generale di Brigata, Cesario Totaro, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Taurianova, Gaetano Borgese, il Comandante della Polizia Locale, Antonino Bernava, rappresentanti delle istituzioni scolastiche 

Un flashback serve a riproporre in modo sintetico quanto accaduto quel maledetto giorno. Erano le 14.30 del 1 aprile 1977 quando tre militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia locale, durante l’orario di lavoro, percorrono la statale 101-bis e il loro fiuto li conduce ad osservare alcune auto ed una Vespa in un terreno di sito in contrada Razzà, e per tale motivo decidono di fermarsi per effettuare un’ispezione, dove oltre a Condello e Caruso c’era il carabiniere Pasquale Giacoppo di 24 anni, lasciato a controllare l’auto di servizio.

Il fiuto dei militari è stato confermato dalla presenza di uomini, presunti malavitosi che stavano facendo un vero e proprio summit di ‘ndrangheta. Da quel momento si genera un conflitto a fuoco durante il quale Condello e Caruso cadono sotto una pioggia di fuoco di lupara e pistola.

Quel giorno a perdere la vita non sono stati solo i due carabinieri, ma anche due presunti n'dranghetisti appartenenti alla cosca Avignone, famiglia predominate nel territorio di Taurianova. Infatti, a cadere sotto i colpi dei martiri militari sono Rocco Avignone (35 anni) e suo nipote Vincenzo (20 anni).

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