"Ci sono milioni e milioni di euro sprecati, folli progetti messi in campo e la città ancora nel 2024 continua a soffrire ed è in piena emergenza"
Siccità ed emergenza idrica, Reggio Calabria vive un’estate
drammatica. La situazione è talmente allarmante che il presidente della Regione
Calabria Roberto Occhiuto ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, mentre
Sorical e amministrazione comunale attraverso ordinanze hanno disposto la
turnazione dell’erogazione e chiusure programmate.
L’imprenditore Giuseppe Nucera ha conosciuto da vicino e in prima persona le
problematiche relative al sistema idrico, avendo gestito la delega in qualità
da assessore tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90. A distanza
di 25 anni, la situazione se possibile è peggiorata, causando enormi difficoltà
a cittadini, imprese e turisti.
“Sulle vicende legate alla carenza d’acqua a Reggio Calabria, è in atto ormai
da decenni una campagna di speculazione utile solo a ingrossare il portafoglio
di chi fa loschi interessi su un bene essenziale e primario per la
collettività. Già all’epoca, avevo espresso la mia forte contrarietà rispetto
alla creazione della Diga sul Menta, un progetto insensato che assicuravo non
avrebbe risolto alcun problema. Mi sembra, purtroppo, di essere stato profeta”.
Nucera mette in evidenza l’aspetto della cementificazione del letto delle fiumare, una delle cause che ha portato alla drammatica situazione di questi anni.
“Invece di mettere le pietre, che avrebbe permesso di far infiltrare l’acqua che scende dall’Aspromonte, hanno cementificato il letto delle fiumare. In questo modo, si è fatta risalire l'acqua del mare che ha inquinato i pozzi di San Giorgio Extra. Questi 7 pozzi spingono l'acqua nei serbatoi del Trabocchetto e da qui riparte per il centro storico. Questa scelta scellerata ha causato un danno enorme e ha favorito i finanziamenti della Diga sul Menta. E' stato un errore tecnico progettuale e di valutazione o una criminale operazione voluta, studiata a tavolino? Su questi aspetti forse la magistratura dovrebbe indagare”, prosegue l’ex presidente di Confindustria Rc nella sua analisi.
“Reggio Calabria ha acqua in abbondanza, praticamente ‘galleggia’ su un tesoro
idrico dalle risorse più che sufficienti, basterebbe saperlo valorizzare in
modo adeguato. Oltre 20 anni di politiche miopi però, quando non interessate a
non voler risolvere in modo scientifico il problema, hanno portato all’attuale
disastrosa situazione. Penso per esempio alle perdite idriche dovute ad una
rete che è ormai groviera, risalente in alcuni tratti addirittura ai tempi del
post terremoto del 1908. E’ questo uno dei principali motivi che causa la
carenza idrica di questi anni, problema mai concretamente affrontato
dall’amministrazione. Da assessore con delega al settore idrico, avevo predisposto un piano
articolato e preciso, che prevedeva la creazione di una serie di pozzi nella
parte alta della città. Un’operazione sostenibile dal punto di vista economico
e strategicamente indirizzata alla risoluzione del problema.
Si è preferito invece dare vita alla ‘mangiatoia’ Diga sul Menta e
procrastinare all’infinito l’emergenza idrica, con Reggio Calabria che ogni
anno soffre la sete d’acqua per la comprensibile rabbia di tutti i cittadini”, afferma Nucera.
“Fanno il possibile perché l’acqua non ci sia, con speculazioni ad arte. Perché non indagano i magistrati su quanto accade a Reggio Calabria da diversi anni?
Ci sono milioni e milioni di euro sprecati, folli progetti messi in campo e la
città ancora nel 2024 continua a soffrire ed è in piena emergenza.
Sento parlare di desalinizzazione dell’acqua marina come possibile soluzione,
sembra di essere su “Scherzi a parte”. Sarebbe un bagno di sangue dal punto di
vista economico, talmente dispendiosa come soluzione che a quel punto
converrebbe regalare direttamente ogni giorno casse di acqua minerale a tutti i
reggini. Interessi, bugie e scelte in malafede hanno condotto Reggio Calabria
alla drammatica situazione degli ultimi anni, con la diretta complicità di
amministratori e dirigenti totalmente incapaci di risolvere il grave problema”, conclude l'imprenditore.