L’assegnazione del titolo di Capitale della Cultura andrebbe a suggellare quanto di buono si è costruito in questi anni
“E’ davvero bizzarro come una fondazione che, tra le sue finalità, ha quella di far diventare la Città Metropolitana baricentro culturale del Mediterraneo, osteggi vibratamente la candidatura di Reggio Calabria quale Capitale della Cultura 2027”.
E’ quanto afferma il movimento Reggio Bene Comune che, in una nota stampa, stigmatizza “l’ultima sortita del presidente della Fondazione Mediterranea, Enzo Vitale, che, pur di ostacolare politicamente l'amministrazione comunale, seppur in maniera del tutto velleitaria ed autoreferenziale, contravviene ai principi apolitici e apartitici ispiratori della sua stessa Fondazione”.
“Le sue recenti esternazioni contro la candidatura di Reggio Calabria al titolo di Capitale italiana della Cultura - affermano da Rbc - sanno più di boicottaggio politico che di acuta riflessione. Anzi, di acuto non hanno proprio un bel nulla. A leggerle, infatti, si resta davvero basiti perché aiutano a comprendere fin dove possano spingersi l’astio e la cecità ideologica di chi agisce e lavora solo nella direzione della becera contrapposizione e delle improduttive tensioni, nel vano quanto puerile tentativo di instillare un po' confusione mediatica ricercando uno strapuntino di autoreferenziale visibilità. Ecco, dunque, che alla luce di quanto si legge in determinate prese di posizione, assume sempre più significato e attualità la volontà dell’indimenticato sindaco Italo Falcomatà di voler rivolgere la statua di Athena, posta all’arena dello Stretto, verso la città così da difenderla da quei cittadini che, volgarmente, operano per disunire, dividere e distruggere”.
“Anteporre biechi interessi politici ai programmi di sviluppo e crescita del territorio - continua il comunicato stampa di Reggio Bene Comune - rischia, oltretutto, di svilire la meritoria attività che, fin dalla sua nascita, ha contraddistinto la Fondazione Mediterranea, cui va riconosciuto il merito di aver dato vita, in passato, a momenti ed iniziative di alto livello culturale. Il livore del presidente Vitale non può essere giustificato dalla sola contrarietà al progetto di ammodernamento di Piazza De Nava, voluto dalla Soprintendenza e dal Ministero dei Beni culturali. Sarebbe da sciocchi soltanto pensarlo. E allora c’è sicuramente dell’altro che è del tutto incomprensibile alla mente delle persone di buona volontà. Perchè non si spiegherebbe l'atteggiamento di chi, oggi pieno di livore oppositivo nei confronti di questa Amministrazione, definita addirittura "moralmente immeritevole", qualche tempo fa interloquiva volentieri con la medesima amministrazione richiedendo intitolazioni di strade per i propri congiunti.
“Osteggiare la candidatura della città a Capitale della Cultura è davvero da irresponsabili - concludono da Reggio Bene Comune - Nessuno, nemmeno il più sprovveduto tra gli oppositori di Palazzo San Giorgio, si avventurerebbe in simili congetture spericolate e prive di alcun senso. Enzo Vitale, invece, accelera verso un vicolo cieco spingendosi a parlar male di Reggio, dei reggini, di una realtà territoriale che, con tanta fatica e con l’aiuto del variegato mondo associazionistico culturale, civile e sociale, l’amministrazione comunale è riuscita a riportare in auge fra le migliori mete turistiche del Mezzogiorno e all’attenzione dei buyers italiani ed internazionali. L’assegnazione del titolo di Capitale della Cultura andrebbe a suggellare quanto di buono si è costruito in questi anni. Chi dice il contrario o è in malafede o è un semplice e comune Tafazzi”.