Alla scoperta della sinagoga di Bova marina con l’A.I.Par.C.

Autore Giorgia Rieto | ven, 18 ott 2024 16:42 | Sinagoga Bova-Marina

Un viaggio interessante alla scoperta del sito archeologico

Il 14 ottobre scorso a Reggio Calabria, presso la Biblioteca Gilda Trisolini di Palazzo Alvaro, si è svolto un interessante incontro promosso dall’associazione A.I.Par.C. nazionale sulla storia della sinagoga di Bova Marina.

Appuntamento con la bellezza, arte, letteratura e storia” così è stato denominato il progetto dell’associazione culturale che, con iniziative di livello, seguite sempre da un numeroso pubblico ,organizza itinerari che approfondiscono aspetti del nostro territorio. Nel corso dell’incontro si è discusso della storia del sito israelitico di Bova Marina e del ritrovamento dell’annessa sinagoga di periodo romano, databile tra il 4 e 6 secolo d.c., che dal punto di vista storico rappresenta un unicum sul territorio dell’area metropolitana. Dopo i saluti istituzionali del Consigliere delegato alla cultura della città metropolitana Dott. Filippo Quartuccio e del Dott. Timpano Presidente A.I.Par.C. , sull’argomento oggetto dell’incontro, ha relazionato la dott. Rossella Agostino, archeologa e direttore del dipartimento archeologia A.I.Par.C.

Un viaggio interessante alla scoperta del sito archeologico, ricco di riferimenti culturali, è emerso dalle parole della dottoressa Agostino che ha spiegato come quello in località San Pasquale di Bova Marina, sia uno degli insediamenti israelitici più antichi ed interessanti rinvenuti in Italia. La presenza degli ebrei, documentata in tante località calabresi, risulta essere di particolare interesse nell’insediamento di scoperto negli anni ’80 durante alcune opere di ammodernamento della strada statale 106, tanto da aver stimolato l’interesse scientifico di molti studiosi sul ruolo che gli israeliti ebbero nel territorio calabrese. Si ritiene infatti che la sinagoga di Bova sia seconda come epoca in Occidente solo a quella scoperta ad Ostia Antica.

Il sito nel corso degli anni, anche con la creazione di un piccolo museo, è stato restituito alla collettività e a quanti vogliono approfondire le ragioni che spinsero gli ebrei a stanziarsi in quella zona.

Raffaella Imbrìaco

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