Diverse sono le interpretazioni sull’origine di questa festa
Mancano pochi giorni al Primo novembre, ricorrenza cristiana che affonda le sue origini in un lontanissimo periodo storico. Probabilmente risale al 835 d.C. e sembra sia stata indetta da papa Gregorio IV per celebrare tutti coloro che si erano guadagnati la beatificazione. Diverse sono le interpretazioni sull’origine di questa festa, ma quella più accreditata, farebbe considerare la data della ricorrenza come quella in cui si celebrava l’antico rito pagano del capodanno celtico, poi cristianizzato. Nel corso dei secoli questa festività si è consolidata divenendo la prima delle giornate che hanno dato vita al cosiddetto Ponte di Ognissanti, anche se soltanto la data del 1 novembre per la Chiesa Cattolica è considerata festa di precetto.
Dal punto di vista simbolico la festa segna il punto di incontro tra cielo e terra, prospettando l’idea di una continuità della vita oltre la morte. È il momento in cui i cattolici rendono omaggio a tutti i Santi e riflettono sull’idea di una santità che si può raggiungere seguendo l’esempio di coloro che hanno vissuto seguendo i precetti della religione. Nella tradizione culturale italiana e in special modo quella del Meridione d’Italia e nella nostra regione, l’aspetto religioso della festa di Ognissanti si accompagna alla preparazione di una serie di prodotti dolciari che hanno nel tempo mantenuto le loro caratteristiche. Dalla Frutta Martorana realizzata con la farina di mandorle, fino ad arrivare ai Morticelli o Dolci dei morti tipici del 2 novembre, dolcetti che riproducono le forme delle ossa umane, probabilmente per ricordarci che la nostra presenza terrena è destinata a finire.
Raffaella Imbrìaco