L'atto regola le attività della “Fondazione per la Comunità Greca di Calabria"
Protestano le associazioni ellenofone e i sindaci dell’area grecanica contro il nuovo statuto approvato dalla Regione Calabria che regola le attività della “Fondazione per la Comunità Greca di Calabria", con sede a Bova Marina l’Associazione Ellenofona "Jalò tu Vua" di Bova Marina, l’Associazione "Cumelca" di Gallicianò di Condofuri, L’Associazione "Apodiafazi" di Bova; il Circolo Culturale Greco "Delia" di Bova Marina, asseriscono che le recenti modifiche all’organigramma dello statuto non sono apprezzate e non possono essere condivise. Le associazioni invocano i necessari titoli accademici, l’esperienza vissuta con le minoranze e la rivitalizzazione linguistica, nonché la conoscenza della peculiare condizione del greco-calabro.
"Le associazioni - evidenziano - che le modifiche dello statuto evidenziano in primis l’esclusiva personalità del presidente della Fondazione, unico a dovere gestire un ingente budget, e del revisore dei conti. Non è più previsto il Consiglio di amministrazione, che permetteva la partecipazione dei sindaci e degli esperti, e non è più prevista la presenza di un direttore scientifico. Le Associazioni contestano il metodo della nuova designazione del comitato tecnico-scientifico, che sarà nominato dalla c.d. “assemblea di comunità”, priva di competenze a valutare i requisiti scientifici richiesti. Le Associazioni disapprovano che il compenso del presidente e dei suoi collaboratori sia a carico della Fondazione decurtato dal budget destinato alla difesa della lingua e invitano l’assessore alle minoranze linguistiche on. Gianluca Gallo e, per suo tramite, il presidente della Regione on. Roberto Occhiuto, a regolare e legalizzare un sistema che sia funzionale e risolutivo alla vita dei grecofoni e grecanici".
"Osservazioni esplicative, in tal senso, sono state depositate al Comitato Regionale per le Minoranze Linguistiche dal prof. Francesco Altimari, dell’Università di Cosenza, in considerazione che gli statuti degli arbereshe e occitani non sono stati riguardati. Le Associazioni - concludono - affermando che le reali istanze della comunità ellenofona saranno presentate alla Regione Calabria dai sindaci e dagli assessori alle minoranze linguistiche della Città metropolitana di Reggio Calabria perché sia discussa e valutata l’approvazione di un nuovo statuto di sostegno all’antica e nobile lingua".