La richiesta é legata a maggiori tutele, diritto ai pasti e ambienti di lavoro idonei
Rivendicano la riduzione dell’orario di lavoro da 11 ore giornaliere a massimo 8, maggiori riposi tra un turno e l’altro, diritto ai pasti, ambienti di lavoro idonei e soluzioni contro le continue aggressioni.
Motivazioni che impattano pesantemente sulla SALUTE e sulla SICUREZZA dei lavoratori, con possibili ricadute sul servizio ferroviario.
A renderlo noto l'Assemblea Nazionale Personale di Macchina/Personale di Bordo.
Sul piano salariale, macchinisti e capitreno, chiedono semplicemente un adeguamento all’inflazione sia sulla parte fissa che, soprattutto, su quella variabile; quest’ultima – che dovrebbe compensare le responsabilità e gli enormi disagi del lavoro e degli orari – è bloccata da oltre 20 anni.
A fronte di tali legittime richieste – la cui evidenza è inconfutabile – istituzioni e Aziende puntano ad eliminare il diritto di sciopero, con il pretesto di tutelare l’utenza che non subisce, però, i soli disagi di sette scioperi in un anno (regolarmente preannunciati), ma i disservizi quotidiani, le cui responsabilità non sono imputabili ai lavoratori.