25 novembre: Una giornata per riflettere sulla violenza contro le donne guardandole negli occhi

Autore Giorgia Rieto | lun, 25 nov 2024 16:16 | Raffaella-Imbrìaco -25-Novembre

L’invito proposto da questa giornata è dunque quello di prestare più attenzione al mondo femminile

Il 25 novembre ricorre il 25esimo anniversario della Giornata Universale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’ONU con risoluzione n.54/134 del 17 dicembre 1999. La data fu scelta in ricordo delle sorelle Mirabal brutalmente assassinate nella Repubblica Dominicana il 25 novembre 1960 dopo essersi opposte alla dittatura di Rafael Leònidas Trujillo. Da allora, nonostante i cambiamenti sociali e culturali nel mondo siano stati tanti, non è possibile affermare che la lotta contro la violenza sulle donne abbia raggiunto livelli tali da far pensare che l’odioso fenomeno sia in fase di estinzione. La realtà purtroppo non è incoraggiante e nel nostro Paese la situazione può definirsi addirittura allarmante. Dall’inizio del 2024 ai primi giorni del mese di novembre sono 96 le vittime di femminicidio, mentre aumentano con un + 57% le richieste d’aiuto al numero antistalking 1522 istituito dalla Presidenza del consiglio dei Ministri- Dipartimento per le Pari Opportunità a sostegno delle donne vittime di violenza. Indagare le cause che hanno portato ad un inasprimento del fenomeno non è cosa facile. Occorre di certo mettere in campo una operazione culturale più incisiva che coinvolga la famiglia , la scuola e le istituzioni per scardinare una mentalità discriminatoria che sempre più vìola la dignità umana,uno dei capisaldi giuridici universali. Purtroppo ad un pensiero retrogrado si è spesso aggiunto in un passato non troppo lontano, un modus pensandi radicato nelle culture patriarcali (che ahimè continuano ad esistere ed a proliferare), che ha trovato spazio in provvedimenti legislativi e giudiziari di stampo maschilista.

Come il famoso Delitto d’onore , scomparso dal nostro Codice Penale soltanto nel 1981 e qualche sentenza della Suprema Corte di Cassazione che non ha certamente aiutato alla diffusione di un pensiero critico a favore delle donne. Come ad esempio, la sentenza n.1636 del 1999 , popolarmente ricordata come la Sentenza del jeans nella quale i giudici negarono giustizia ad una giovane donna che indossava i jeans all’atto della violenza sessuale per via della condotta “compiacente “della giovane, in considerazione del fatto che i pantaloni non si sarebbero potuti sfilare se non con il suo consenso.

Sta di fatto che la violenza sulle donne, con il suo lungo elenco di omicidi e violazioni, non smette di occupare le pagine dei giornali e dei palinsesti di importanti programmi televisivi ,a dimostrazione che di strada per arrivare ad una soluzione del problema ce n’è ancora tanta da fare.

L’invito proposto da questa giornata è dunque quello di prestare più attenzione al mondo femminile, alle loro fragilità ai loro silenzi che spesso raccontano tante cose, alla richiesta d’aiuto celata dietro sorrisi di circostanza per la paura di avere poi delle ripercussioni. Diamo un senso a questa giornata anche nel nostro piccolo, guardandoci intorno e leggendo negli occhi delle donne che ci appaiono in difficoltà, la loro richiesta d’aiuto.

Articolo a cura di Raffaella Imbrìaco

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