Assunzione dei Tirocinanti Inclusione Sociale, il consigliere sprona la Regione a fare lo stesso
Sono i “Tirocinanti Inclusione Sociale” il primo punto
affrontato nei lavori preliminari del consiglio comunale, un tema aperto dal
consigliere Demetrio Marino. Come precisato dal consigliere Antonino Castorina "Il sindaco ha già annunciato l’avvio delle procedure di contrattualizzazione
per dare certezza di lavoro e proseguire l’iter che l’Amministrazione Falcomatà
ha portato avanti in questi anni. Basti pensare alla messa in sicurezza delle
società partecipate, alla stabilizzazione di lsu lpu comunali e metropolitani,
andando avanti con la stagione dei concorsi pubblici al Comune, ora alla Città
metropolitana, che hanno consentito di implementare l’organico. È una politica
che va nella direzione di dare anche ai tirocinanti, che al momento hanno un
contratto di tirocinio, un futuro lavorativo con certezze. Sul tema del lavoro
siamo in prima linea e gli enti pubblici devono tutelare coloro che negli anni
hanno mostrato di essere all’altezza di sfide che ci riguardano. Dalla Regione
servono fondi strutturali che possano dare una certezze in termini di risorse".
Nel suo intervento, il consigliere Marcantonio Malara ha precisato che "per i tirocinanti d’inclusione sociale è una giornata importante perché il sindaco
Falcomatà ha fatto un annuncio con la volontà di proseguire un percorso avviato
per la stabilizza delle 10 unità in Comune e 32 in Metrocity. Padri e madri di
famiglia che svolgono funzioni importanti senza un contratto di lavoro ma di
tirocinio. Con convinzione l’Amministrazione partecipa a questa procedura che
consentirà loro di avere un contratto. Un percorso che abbiamo seguito con
serietà e compostezza e che però ancora lascia dei pesantissimi dubbi. La
volontà è sempre stata quella, mettendo in campo diverse attività che nel tempo
hanno garantito la stabilizzazione, una linea programmatica che non poteva
essere non proseguita anche per i tirocinanti. Invece il governo ha stanziato 5
milioni di euro per 4.000 madri e padri calabresi, numeri che danno la misura
del valore che viene dato alle famiglie calabresi. Alla fine dei conti saranno
solo gli enti comunali a stanziare risorse di bilancio. Ed il nostro auspicio è
che le risorse siano storicizzate per seguire il tracciato dei Comuni che con senso
di responsabilità hanno deciso di dare possibilità ai lavoratori. Speriamo che
la Regione possa fare la stessa cosa".