Noi siamo Arghillà - la rinascita e Un mondi di mondi denunciano grave emergenza abitativa
"Il silenzio
dell’Amministrazione comunale di Reggio Calabria continua a pesare come un
macigno sulla vicenda dello sfratto al Comparto 6 di Arghillà. Dopo la firma
dell’ordinanza di sgombero da parte del Sindaco Giuseppe Falcomatà, tutto tace.
Nessuna risposta concreta, nessuna soluzione reale, nessuna assunzione di
responsabilità politica di fronte a un’emergenza sociale che ormai non può più
essere ignorata".
Scrivono
i presidenti Patrizia D’Aguì (Gruppo Civico “Noi Siamo
Arghillà - La Rinascita”) e Giacomo
Marino (Associazione “Un Mondo di Mondi”).
"A distanza di giorni, non si registra alcun segnale da Palazzo San Giorgio, se non l’imbarazzante assenza del Sindaco alla riunione della Commissione Controllo e Garanzia, dove era atteso per un confronto pubblico con le famiglie coinvolte. Famiglie che si sono presentate con dignità e determinazione, pronte a dialogare, ma che sono state ignorate senza alcuna spiegazione. Un atteggiamento che denota non solo mancanza di rispetto istituzionale, ma anche una pericolosa indifferenza verso la sofferenza di decine di nuclei familiari, molti dei quali composti da minori, anziani, disabili e persone in condizioni di estrema fragilità economica e sociale - continuano -. Il provvedimento firmato dal primo cittadino rischia di privare queste persone del diritto più fondamentale: quello all’abitare. E lo fa senza offrire, ad oggi, un piano strutturato e concreto che garantisca il passaggio da una condizione di irregolarità a una soluzione stabile e dignitosa. Le uniche “proposte” finora avanzate dall’Amministrazione, come l’accoglienza temporanea in B&B o strutture comunitarie, non possono in alcun modo essere considerate una risposta seria, né tantomeno rispettosa della dignità umana. Ci troviamo di fronte a un paradosso inaccettabile: si colpiscono i più vulnerabili senza offrire loro alcuna alternativa sostenibile. È questa la visione politica dell’attuale amministrazione? Lasciare le famiglie nel limbo, nell’incertezza, nella paura?".
I presidenti chiedono "con forza che l’emergenza abitativa venga affrontata per quello che è: una priorità sociale da risolvere con azioni tempestive e trasparenti. Occorre un censimento immediato del patrimonio immobiliare disponibile, l’uso di beni confiscati e il ricorso a ogni strumento previsto dalla normativa per dare risposte serie e rapide".
"Il Sindaco ha firmato l’ordinanza. Ora ha il dovere morale, oltre che istituzionale, di assumersi la responsabilità delle conseguenze. Il tempo dei silenzi è finito. È il momento del confronto, della trasparenza, delle scelte coraggiose e giuste. La dignità non si sfratta. La legalità si costruisce. La politica si fa guardando in faccia la propria comunità" - concludono la nota.