Intitolazione strada, ancora nessuna targa per Nino. Il silenzio dopo il sacrificio

Autore Grazia Candido | mar, 19 ago 2025 09:58 | Strage-Quargnento Viale-Europa Intitolazione-Via Vigili Del Fuoco

La città attende da anni di onorare il giovane vigile del fuoco morto a Quargnento


Un tratto del viale Europa, proprio di fronte alla Caserma provinciale dei Vigili del Fuoco, aspetta ancora di essere ufficialmente intitolato alla memoria di Antonino Candido, il giovane vigile del fuoco reggino tragicamente scomparso il 5 novembre 2019 a Quargnento, in provincia di Alessandria. A distanza di anni, manca solo la cerimonia formale, una targa o un palo che renda tangibile un atto già deliberato, ma mai completato. E i cittadini, amici e familiari si chiedono: “cos'altro serve per onorare Nino?”.

Antonino aveva solo 32 anni quando perse la vita insieme ai colleghi Matteo Gastaldo e Marco Triches durante un intervento a Quargnento. Un’esplosione, risultata poi dolosa, lo strappò alla vita mentre svolgeva il suo dovere. Quel giorno, l'Italia intera si fermò, sconvolta dalla tragedia e dalla brutalità dell'accaduto. I tre vigili del fuoco furono insigniti della medaglia d’oro al valor civile alla memoria. Reggio Calabria pianse il suo figlio coraggioso con un funerale di Stato, in una città che gli aveva dato i natali e che ora, giustamente, vuole ricordarlo.

La decisione di intitolare una porzione del viale Europa ad Antonino era stata accolta con favore e commozione: un gesto simbolico, ma importante, per mantenere vivo il ricordo del sacrificio di un giovane che ha dato la vita per il suo Paese. Tuttavia, a oggi – agosto 2025 – tutto è fermo. Nessuna cerimonia, nessuna targa, nessun segnale concreto. Solo una promessa sospesa nel tempo.

A esprimere amarezza non sono solo i familiari, ma anche colleghi, amici e tanti cittadini reggini che si sentono traditi da un’inerzia amministrativa che stride con la memoria di chi ha indossato con onore la divisa.

“Ci chiediamo perché, dopo tutto questo tempo, non sia stato ancora fatto nulla - affermano alcuni conoscenti del giovane pompiere -. Non servono grandi opere: basta una targa, un gesto semplice ma carico di significato. Serve rispetto per Nino e per ciò che rappresenta.

La città, insomma, è pronta. Manca solo un segnale dalle Istituzioni locali, che dovrebbero finalmente fissare una data e portare a termine un impegno morale prima ancora che amministrativo. In un’Italia che spesso dimentica in fretta, Reggio Calabria ha l’opportunità e il dovere di ricordare. L’intitolazione del tratto di strada ad Antonino Candido non è solo un atto formale, ma un messaggio potente: quello di una comunità che non dimentica i suoi eroi.

Il tempo è passato, ma l’emozione è ancora viva. Ora servono i fatti.


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