Estate 2025: turismo in crescita, ma servono nuove strategie

Autore Giorgia Rieto | mar, 19 ago 2025 20:31 | Discoteche Turismo Calabria Italia

Confederazione Imprese Italia: “Spingere sui mercati esteri e sulla destagionalizzazione”

L’estate italiana del 2025 si conferma positiva per il turismo, con un boom di presenze a Ferragosto e un ritorno consistente dei visitatori stranieri. I dati parlano chiaro: oltre 12,4 milioni di pernottamenti e un tasso medio di occupazione dell’88% delle strutture ricettive nel weekend clou di agosto. Tra giugno e settembre si stimano prenotazioni alberghiere per 14,7 miliardi di euro, a testimonianza di un mercato che, pur selettivo, resta in consolidamento.

Accanto ai numeri incoraggianti emergono però nuove dinamiche. I viaggiatori italiani confermano la fedeltà a Ferragosto, ma con budget più contenuti. Le città d’arte e i laghi hanno superato le performance delle mete balneari nei giorni feriali, mentre i prezzi medi si stabilizzano su livelli più equilibrati.

I numeri dell’estate 2025

  • 12 milioni di italiani in viaggio a Ferragosto (Confcommercio-SWG).
  • 12,4 milioni di pernottamenti e 88% di occupazione media (Assoturismo-CST).
  • 5,2 miliardi di euro di entrate dall’estero a maggio, con un saldo positivo di 2,6 miliardi (Banca d’Italia).
  • 106,6 milioni di passeggeri negli aeroporti italiani nei primi sei mesi, +6,2% rispetto al 2024 (Assaeroporti).

Inflazione contenuta (+1,7% a luglio – ISTAT) e prezzi stabili: in Puglia 134,25 € a notte, sotto la media nazionale di 156 € (MiTur/Federalberghi).

Prenotazioni autunnali già al 43% a fine giugno, con picchi nel termale (51%) e nelle città d’arte (47%) (ENIT–Unioncamere).

La voce delle imprese

Biagio Cefalo, presidente della Confederazione Imprese Italia, parla di risultato incoraggiante ma invita alla cautela:

«I numeri confermano che l’Italia resta una delle mete più desiderate al mondo. Il pienone di Ferragosto ci dice che la tradizione è viva, ma anche che le imprese devono saper leggere un mercato sempre più selettivo. Le città d’arte e i laghi crescono, mentre il mare soffre nei feriali. Non basta più aspettare i flussi: serve innovazione nell’offerta, più collaborazione con i territori e soprattutto un investimento deciso sulla qualità».

Per Carlos Sorrentino, segretario generale della Confederazione, la sfida è soprattutto internazionale:

«Il vero motore per i prossimi mesi saranno i mercati esteri, in particolare quelli extra-UE che garantiscono spesa media e soggiorni più lunghi. Allo stesso tempo, la destagionalizzazione è un’opportunità concreta: a settembre e ottobre ci sono già tassi di prenotazione interessanti, specie nel termale e nelle città d’arte. Le imprese devono prepararsi a vivere l’autunno come una seconda estate. Il nuovo Codice Identificativo Nazionale (CIN) è uno strumento utile a rafforzare legalità e trasparenza, migliorando la reputazione delle destinazioni italiane».

Le sfide per il futuro

Se i dati estivi sono robusti, restano incognite legate alla pressione sulla rete aerea europea e al clima sempre più variabile. La vera scommessa per il settore sarà anticipare le esigenze dei viaggiatori, con politiche tariffarie flessibili, pacchetti esperienziali e una collaborazione stretta tra operatori e istituzioni. Solo così, avvertono gli esperti, sarà possibile trasformare il successo di questa estate in una crescita duratura.

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