Di fronte al silenzio delle Istituzioni locali, il dolore della famiglia si unisce alla delusione per un impegno non mantenuto
È un dolore che non conosce tregua quello di Marina Ielo e Angelo Candido, genitori di Antonino, il giovane vigile del fuoco reggino morto tragicamente nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019, nella strage di Quargnento (in provincia di Alessandria), insieme ai colleghi Marco Triches e Matteo Gastaldo. Un'esplosione in un cascinale, un intervento d’emergenza e la vita di tre giovani uomini dedicati al servizio degli altri, si è spenta troppo presto.
Oggi, a quasi sei anni di distanza, la madre di Antonino torna a far sentire la propria voce, con dignità e amarezza, per denunciare il silenzio dell’Amministrazione comunale di Reggio Calabria. La promessa dell’intitolazione di un tratto del Viale Europa al figlio, avanzata già nel Gennaio 2020, non è stata mantenuta.
“E’ passato già tanto tempo. Sinceramente, speravamo che questo avvenisse prima: la proposta era stata fatta dopo un anno dalla tragedia - afferma con tono pacato Marina Ielo -. Successivamente, era stato anche dato l’ok da parte del Prefetto e si pensava che da lì a poco, potesse essere intitolata questa strada in ricordo ad Antonino”.
Ma il tempo è passato e, ad oggi, tutto tace. Nessuna cerimonia, nessuna targa, nessun segno tangibile del sacrificio di un figlio di questa terra.
“Siamo un po’ delusi, perché non è l’intitolazione ovviamente di una strada o qualsiasi altra cosa a mantenere vivo il ricordo di mio figlio - precisa mamma Marina -. Però, era una promessa che era stata fatta e quindi, speravamo venisse mantenuta”.
Antonino era un ragazzo amato da tutti: dolce, gentile, sempre pronto ad aiutare il prossimo. I suoi amici continuano a essere vicini alla famiglia, a testimoniare il vuoto che ha lasciato e l’importanza di mantenerne viva la memoria.
“Dobbiamo a lui questa intitolazione, affinché i presenti e le generazioni future possano mantenere vivo il suo ricordo” – continua la mamma.
Il confronto con altre città è inevitabile. Alessandria, luogo della tragedia, non ha dimenticato. Nel Gennaio 2021, ha intitolato ai tre giovani vigili del fuoco un percorso ciclo-pedonale che attraversa la caserma centrale e poco dopo anche Quargnento, ha dedicato una piazza al loro ricordo.
“Già dal Gennaio 2021, la città di Alessandria ha voluto ricordare i ragazzi intitolando loro una passeggiata che attraversa proprio la caserma centrale e un paio di mesi dopo, anche il Comune di Quargnento ha intitolato una piazza” – aggiunge Marina che, nel tornare indietro con la memoria, incrina la voce, lasciando trasparire tutto il suo dolore di madre per una perdita che nulla potrà mai colmare.
In una terra che troppo spesso dimentica i propri figli migliori, le parole della madre di Antonino suonano come un appello alla memoria e alla dignità. L’intitolazione di quella strada non restituirà il figlio, ma può essere un segno concreto di rispetto, di riconoscenza e di civiltà.
Il silenzio delle Istituzioni, oggi, pesa quanto la perdita. E, quella targa che ancora non c’è, parla più di mille parole.