L’ennesimo segno di incuria urbana diventa simbolo di fantasia e protesta nella periferia Sud della città
Una scena che ha del surreale si presenta a chi transita nei pressi dello svincolo di Ravagnese , nella periferia Sud della città, in direzione uscita aeroporto. Al posto di una semplice segnalazione o di un intervento tecnico per coprire una buca stradale , qualcuno ha deciso di coprirla con una vecchia stufa a gas .
Un gesto che fa sorridere, certo, ma che soprattutto fa riflettere. È l'immagine perfetta della creatività disperata dei cittadini che, in assenza di interventi da parte delle autorità competenti, si ingegnano con ciò che hanno a disposizione pur di segnalare un pericolo o, semplicemente, evitare danni a veicoli e persone. E proprio questa scena — una stufa arrugginita al centro dell'asfalto — diventa metafora amara dell'incuria, del degrado e del silenzio istituzionale che, da anni, caratterizzano molte zone della città.
Chi ha messo lì quella stufa? Probabilmente, un cittadino qualunque, stanco di vedere l'asfalto cedere e le auto costrette a schivare la trappola. Nessuna segnaletica, nessuna barriera, nessuna manutenzione. E così, la buca è stata “tappata” alla buona, come in una pièce teatrale tragicomica, con ciò che si aveva a portata di mano.
L'episodio, pur apparentemente secondario, solleva ancora una volta il tema della manutenzione stradale e della gestione del territorio urbano, specie nelle periferie troppo spesso dimenticate. La zona dello svincolo di Ravagnese è strategica: collega la città all'aeroporto e rappresenta un importante snodo per il traffico locale . Lasciarla in queste condizioni è non solo irresponsabile, ma anche pericolosa.
La cittadinanza chiede interventi immediati per risolvere il singolo caso e per avviare una seria politica di manutenzione ordinaria. Perché non dovrebbero essere i cittadini a doversi improvvisare tecnici, muratori o vigili urbani. Né, tantomeno, utilizzare una stufa a gas come segnaletica stradale .
Nel frattempo, quella stufa resta lì , come un monito silenzioso, un simbolo eloquente di ciò che non funziona. Ma anche della voglia di non arrendersi, di chi, con mezzi di fortuna, cerca di fare la propria parte. Anche se non dovrebbe essere necessario.
Foto di Domenico D'Andrea