Nel cuore del Valanidi, ma dimenticati da tutti: l’urlo silenzioso di Curduma

Autore Grazia Candido | gio, 21 ago 2025 15:45 | Disagi Protesta Curduma-Valanidi Cittadini-Stanchi

Strade-mulattiere, piogge che isolano e zero fogne: i residenti chiedono solo dignità

La piccola frazione di Curduma, immersa nella vallata del Valanidi, a sud di Reggio Calabria, continua a vivere una situazione ai limiti dell’accettabile, nonostante gli abitanti denuncino da anni condizioni strutturali indegne di un paese civile.

I disagi quotidiani, seppur momentaneamente "attenuati" dal clima estivo, non sono affatto finiti per i residenti, che anzi parlano di preoccupazione crescente. I problemi principali riguardano tre aspetti fondamentali della vita quotidiana: strade dissestate o del tutto inesistenti, una rete idrica colabrodo, la totale assenza di una rete fognaria.

La voce della protesta arriva direttamente dagli abitanti, supportati dal Comitato di Quartiere, che da anni lotta per dare visibilità alle gravi criticità del territorio. Il tono è esasperato, ma ancora carico di dignità e voglia di risposte.

"Sono anni che segnaliamo i problemi: dalla mancanza della fognatura, alle perdite d'acqua, fino alle condizioni vergognose delle strade. Ogni pioggia, anche leggera, ci isola dal resto del mondo. Attraversare il torrente Valanidi diventa impossibile e tornare a casa è un’impresa" - racconta un portavoce del comitato.

Nonostante le numerose istanze, appelli, lettere e incontri, le risposte da parte delle Istituzioni competenti tardano ad arrivare. Il Comitato, che fa parte della Rete dei Comitati di Quartiere di Reggio Calabria, attiva dal 2000 al 2021, ribadisce come le richieste non siano mai andate oltre vaghe promesse.

“Ci sono circa 50 famiglie qui, quasi 200 persone. Possibile che nel 2025 viviamo ancora senza una rete fognaria? Non chiediamo il lusso, ma i servizi minimi essenziali. È una vergogna, ci sentiamo abbandonati”.

A Curduma si chiede solo ciò che dovrebbe essere normale e garantito a tutti: acqua potabile senza perdite, strade praticabili, una rete fognaria funzionante. L’ennesimo appello rivolto agli organi preposti è intriso di una rassegnata speranza che qualcosa, finalmente, cambi.

In conclusione, i cittadini di Curduma chiedono risposte concrete e rapide. Non servono altri tavoli tecnici o promesse in campagna elettorale, ma cantieri aperti e lavori reali. In un’Italia che punta alla modernizzazione e alla sostenibilità, non può esserci spazio per frazioni lasciate nell’abbandono.



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