Norma chiara, prassi contraria e reggini costretti a pagare: scoppia la polemica sulle intitolazioni di vie e spazi pubblici
C’è un regolamento chiaro, votato e approvato in Consiglio Comunale, che stabilisce come deve essere gestita la toponomastica nel Comune di Reggio Calabria. Il Regolamento per la Toponomastica, adottato con delibera consiliare n. 82 del 15 novembre 2017 e successivamente modificato con delibere n. 116 del 22 dicembre 2018 e n. 64 del 7 ottobre 2022, detta norme precise su principi generali, tutela della toponomastica storica, competenze e obblighi, ma anche su costi, sanzioni e vigilanza.
A disciplinare chi debba sostenere le spese per l’intitolazione di vie e spazi pubblici è l’articolo 30 del Titolo VII, che testualmente recita: “La spesa per la toponomastica (studio della cartografia, le rilevazioni e cartelli indicanti le aree di circolazione) è a totale carico del Comune”.
Eppure, nonostante la chiarezza della norma, decine di cittadini reggini negli ultimi anni hanno dovuto sostenere personalmente i costi per ottenere l’intitolazione di una via, una piazza o un’area pubblica, pagando di tasca propria cartelli, pratiche e operazioni connesse. Una prassi consolidata che appare, alla luce del regolamento, non solo inopportuna ma formalmente illegittima.
È vero che, fino a circa due anni fa, Reggio Calabria Piano di rientro, con gravi limitazioni alla spesa pubblica. Tuttavia, non sussiste più. Eppure la prassi di scaricare i costi sulla cittadinanza – spesso su familiari di defunti ai quali si vuole dedicare un luogo pubblico – sembra essere rimasta immutata.
La questione apre ora fronte politico e amministrativo: possibile che un regolamento vigente e approvato non venga applicato? Chi ha autorizzato i pagamenti da parte dei cittadini? E, soprattutto: chi vigila sul rispetto delle norme interne dell’Amministrazione?
Diversi cittadini ci hanno chiesto chiarimenti e crescono le richieste di trasparenza. Non è da escludere peraltro, il rischio di richieste di rimborso delle spese sostenute impropriamente con aggravio di costi per l’Amministrazione. La vicenda potrebbe presto approdare in Consiglio Comunale o nelle sedi giudiziarie, se dovessero emergere responsabilità nella violazione delle norme regolamentari.
Nel frattempo, resta aperta una questione di fondo: che valore ha un regolamento se poi non viene rispettato dall’Ente stesso che lo ha approvato?