Ecco la visione concreta e pedagogica della legalità
Restituire ai territori i beni confiscati alle mafie costituisce uno
strumento di grande valore rieducativo, non solo perché questi immobili possono
trasformarsi in opportunità occupazionali, generando lavoro che produce beni e
servizi di pubblica utilità, ma anche perché gli stessi possono rappresentare
luoghi di stimolo alla partecipazione civile, di inclusione sociale e di
accoglienza e di costruzione di comunità solidali.
INVESTITI OLTRE 40 MILIONI DI EURO PER IL SETTENNIO 2021-2027
Con questo metodo e con questa visione concreta e pedagogica della
legalità, attraverso l’assessorato regionale all’Organizzazione, Risorse Umane
e Transizione digitale, sicurezza e legalità e valorizzazione ai fini sociali
dei beni confiscati alla criminalità organizzata guidato da Filippo
Pietropaolo, la Calabria ha fatto registrare in questi anni numeri importanti
in termini di rifunzionalizzazione e messa a disposizione dei comuni di un
patrimonio sottratto alla criminalità e messo a disposizione dei cittadini:
sono state stanziate risorse pari a 32 milioni di euro sul Por e 12 milioni di
euro sui Fondi di sviluppo e coesione per supportare i comuni nella
riqualificazione degli immobili confiscati alle mafie allo scopo di attribuirne
una finalità sociale.
DEFINITA STRATEGIA REGIONALE PER VALORIZZAZIONE BENI
L'amministrazione regionale in particolare si è posta l'obiettivo di
favorire il riutilizzo dei beni confiscati dall’Agenzia Nazionale e la loro
restituzione alla collettività per finalità sociali ed istituzionali e ha
definito la "Strategia Regionale per la valorizzazione dei beni confiscati
alla criminalità organizzata attraverso le politiche di coesione", volta
ad individuare il percorso attraverso il quale le azioni di recupero acquistino
sistematicità e diventino strutturate sul territorio, garantendo nel contempo
la gestione del bene.
BENI CONFISCATI IN CALABRIA: I NUMERI
Sono 3137 i beni confiscati su tutto il territorio regionale. 254 in
provincia di Cosenza, 105 in provincia di Crotone, 206 in provincia di Vibo
Valentia, 372 in provincia di Catanzaro e 2.200 in provincia di Reggio
Calabria. Sono così distribuiti i beni confiscati alla criminalità organizzata
e che hanno visto mettere in campo diverse progettualità. In 30 comuni, per
esempio, è stato previsto il risanamento dei beni confiscati con la
rifunzionalizzazione e gestione; in altri 12 comuni sono stati coinvolti per
progetti di videosorveglianza, sicurezza nell’area.
DALL’AREA CAMPER AL CENTRO AGGREGAZIONE, TANTE DESTINAZIONI D’USO
Sono diverse le destinazioni d’uso del riuso dei beni, convertite, per
esempio in strutture antiviolenza come nel caso di Pellaro (RC); in quello di
San Calogero (VV) dove è stato realizzato un parco urbano e micro aree di verde
produttivo; il centro accoglienza e aggregazione per disabili a Sellia Marina,
in provincia di Catanzaro) o, ancora, la sistemazione dell’area camper esterna
dove sorgeva Palazzo Mangeruca, ecomostro demolito a Melissa (Kr).