La piccola Gaia è ancora in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del GOM
Resta riservata la prognosi per la piccola Gaia, la bambina caduta dal quinto piano e ricoverata nel reparto di rianimazione del Grande Ospedale Metropolitano. Sono giorni di silenziosa attesa e apprensione per i familiari che vegliano con il fiato sospeso accanto a quella stanza in cui, ogni istante, si combatte una battaglia durissima tra la vita e la morte.
Eppure, in mezzo a tanta angoscia,
comincia a filtrare un tenue spiraglio di speranza. A comunicarlo è il dottor
Marco Tescione, Dirigente medico UOC terapia intensiva e anestesia del GOM, tra
i medici che seguono costantemente la piccola paziente: “Le condizioni della
bimba sono stabili e una serie di valutazioni diagnostiche e cliniche ci
consentono di pensare che stiamo uscendo dalla fase acuta e di pensare a una
seconda fase” - ha dichiarato.
Nonostante la gravità del quadro clinico, in particolare per
quanto riguarda i danni cerebrali, i segnali registrati nelle ultime ore
sembrano lasciare aperta la possibilità di un lento e delicato percorso verso
la riabilitazione.
“I danni cerebrali sono importanti – precisa il dottor Tescione – e potremo valutarli con maggiore precisione nei prossimi giorni, una volta ridotta la sedazione. È ancora presto per parlare di esiti, ma il tempo che passa senza peggioramenti è già un elemento positivo”.
Nel frattempo, i medici si stanno prodigando con ogni mezzo per riportare Gaia alla vita. Il personale sanitario, impegnato senza sosta, continua a monitorare ogni parametro, nella speranza che la piccola risponda agli stimoli.
Un’attesa logorante per i familiari che si affidano alla forza della scienza e alla fede. Un filo sottile lega tutti: quello della speranza, che, giorno dopo giorno, sembra resistere, nonostante tutto.