La UILPA chiede al Governo e al Ministro della Giustizia Carlo Nordio misure immediate
Le carceri italiane hanno superato la soglia simbolica dei 63mila detenuti. Secondo i dati diffusi dalla UILPA Polizia Penitenziaria, al 28 agosto si registrano 63.019 presenze a fronte di 46.705 posti disponibili, con un sovraffollamento reale del 134,9%.
Le situazioni più critiche si registrano in Puglia (4.471 detenuti per 2.591 posti, 173%), Molise (395 per 247, 160%), Lombardia (9.001 per 5.850, 154%) e Lazio (6.812 per 4.529, 150%). Gli istituti con i picchi più gravi sono Lucca (251%), Milano San Vittore (224%), Foggia (216%) e Brescia Canton Monbello (209%).
Accanto al sovraffollamento, denuncia il sindacato, si aggiunge la drammatica carenza di personale: oltre 20mila agenti penitenziari mancanti. Anche qui le sofferenze sono pesanti: –30% in Puglia, –45% in Molise, –39% in Lombardia e –46% nel Lazio.
“Si stoccano esseri umani in spazi insalubri e indecenti, in spregio ai dettami costituzionali – dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale UILPA Polizia Penitenziaria – mentre il Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria è costretto a riscrivere bandi di gara per poche centinaia di posti in prefabbricati. Una risposta insufficiente davanti a un deficit strutturale di oltre 16.300 posti”.
Il quadro descritto è allarmante anche sul piano umano: nei primi otto mesi del 2025 si sono registrati 57 suicidi tra i detenuti e 3 tra gli operatori, oltre a circa 2.000 aggressioni contro gli agenti. “Gli operatori sono sottoposti a carichi di lavoro disumani, turnazioni fino a 26 ore consecutive e straordinari pagati meno dell’orario ordinario. Costrizioni che ricordano il peggior caporalato”, denuncia De Fazio.
La UILPA chiede al Governo e al Ministro della Giustizia Carlo Nordio misure immediate: riduzione della densità detentiva, rafforzamento degli organici, ristrutturazione degli istituti, adeguamento degli equipaggiamenti, assistenza sanitaria e psichiatrica potenziata, insieme a una riforma complessiva del sistema penitenziario.
“Le carceri – conclude De Fazio – sono ormai luoghi di violenza, abusi ed evasioni. Se non si interviene subito, sarà troppo tardi”.