I cittadini chiedono chiarezza e trovano solo porte chiuse
Un silenzio istituzionale sempre più assordante avvolge la vicenda legata al regolamento comunale sulla toponomastica, al centro di polemiche per quella che appare come una chiara violazione dell’articolo 30 da parte dello stesso Comune. Un regolamento che, anziché essere applicato a tutela della cittadinanza, viene ignorato proprio da chi dovrebbe garantirne il rispetto.
Da settimane, cittadini e associazioni chiedono trasparenza sulle modalità con cui vengono prese le decisioni relative all’intitolazione di strade e piazze in città. Ma, a fronte di queste richieste, il Consiglio Comunale, a quanto se ne sappia, sia nelle file della maggioranza che dell’opposizione, resta in silenzio. Nessun consigliere ha risposto, nessuno ha chiesto chiarimenti, nessuno ha avviato un’indagine conoscitiva o presentato un’interrogazione sull’accaduto. Un silenzio che solleva interrogativi inquietanti sulla capacità del Consiglio Comunale di esercitare il proprio ruolo di controllo e rappresentanza.
La situazione assume contorni ancora più gravi alla luce di una pratica che, oltre a essere irregolare, risulta anche moralmente discutibile: le spese per l’acquisto delle targhe e dei pali necessari all’intitolazione di vie o spazi pubblici – che secondo l’articolo 30 del regolamento dovrebbero essere a carico del Comune – vengono di fatto scaricate sui familiari dei defunti a cui le intitolazioni sono dedicate.
Un fatto che, oltre a costituire una palese inosservanza normativa, aggiunge un peso economico e psicologico su chi ha già vissuto un lutto, trasformando un riconoscimento pubblico in un onere privato. Questo avviene nel silenzio più totale delle Istituzioni, senza alcuna forma di rendicontazione o spiegazione pubblica.
Il regolamento parla chiaro: è l’Amministrazione comunale a dover sostenere le spese legate alla toponomastica, proprio per garantire che tutte le intitolazioni siano trattate in modo equo e non condizionate da disponibilità economiche individuali. La prassi attuale, invece, rischia di creare una toponomastica a due velocità, dove l’accesso al riconoscimento pubblico dipende anche dalla capacità dei familiari di pagare targhe, pali e altri materiali.
In un contesto di sfiducia crescente, questa mancanza di trasparenza e rispetto delle regole aggrava ulteriormente la distanza tra cittadini e Istituzioni. Eppure, la richiesta della comunità è semplice e legittima: chiarezza, legalità e rispetto delle norme vigenti.
Ma finché il Consiglio Comunale continuerà a voltarsi dall’altra parte, le regole resteranno disattese e i cittadini, ancora una volta, lasciati soli.