Cantiere fantasma a Reggio, lavori spariti dopo un video. Azzarà denuncia il grande bluff dell’efficienza pubblica

Autore Grazia Candido | mar, 02 set 2025 11:10 | Denuncia-Azzarà Lavori-Fermi Cantiere Via-Tito-Minniti

Senza cartelli, senza mezzi, senza risposte. Ex sindacalista filma l’apertura dei lavori e il giorno dopo si ferma tutto 

È una denuncia accorata e lucida quella dell’ex sindacalista Nuccio Azzarà, che da giorni documenta con video e foto la strana vicenda di un cantiere aperto in via Tito Minniti, nel cuore della città e poi, inspiegabilmente fermo da oltre cinque giorni. Un caso che solleva dubbi sulla trasparenza e regolarità dei lavori pubblici, proprio a ridosso di un evento delicato come la consegna del quadro della Madonna della Consolazione e dell’inizio dell’anno scolastico.

"Il cantiere ha incominciato i propri lavori circa martedì scorso - racconta Azzarà -. Come mia abitudine, fotografo e filmo l’apertura dei cantieri per documentare. In questo caso, mi ha subito colpito l’assenza della cartellonistica: nessuna indicazione su inizio e fine dei lavori, chi li esegue, chi è il responsabile del procedimento. Il cittadino non ha accesso a informazioni fondamentali".

Ma, non è solo una questione di trasparenza. Secondo l’ex segretario della UIL, anche la qualità degli interventi lascia a desiderare: "La stessa strada era già stata interessata da lavori analoghi l’anno scorso. Pure allora, documentai che le basole laviche erano sparite e grazie alle mie prove, furono riposizionate. È chiaro che c’è un problema sistemico: lavori fatti male, senza controllo che si traducono in una città martoriata".

Azzarà racconta anche un episodio avvenuto proprio nei primi giorni di attività del cantiere: "Ho assistito a una discussione animata tra alcune persone all’interno dell’area di lavoro. Non erano operai. Parlavano di ordinanze e anomalie. Ho iniziato a filmare, attirando l’ira di uno dei presenti, che mi ha intimato di smettere. Ma, ero su suolo pubblico, avevo tutto il diritto di farlo”.

Il video finisce sui social, dove Azzarà racconta l’accaduto. Il giorno dopo, qualcosa cambia: "Sarà una coincidenza, ma il cantiere si ferma. I mezzi spariscono. E da allora, sono cinque giorni di silenzio e immobilismo".

Una situazione che, secondo l’ex sindacalista genera più di un interrogativo legittimo: "C’erano le autorizzazioni? È stata fatta la comunicazione obbligatoria per la chiusura delle strade? Perché manca ancora il cartello di cantiere, obbligatorio per legge? Chi controlla?".

Il cantiere non è in una zona qualsiasi.

"Siamo a dieci metri dalla piazza della consegna, dove a breve si terrà l’evento della Madonna della Consolazione e poco più sotto, ci sono due scuole pubbliche, Cartucci e Vittorino da Feltre. Con quattro strade bloccate, cosa succederà alla riapertura delle scuole?" - pone queste domande Azzarà.

L'ex rappresentante sindacale punta il dito anche contro lo stato complessivo della via Tito Minniti: "Una strada lunga, che va da Piazza del Popolo fino al Ponte della Libertà, ma ormai è completamente sconnessa. Martoriata da anni di lavori mal fatti. Se qualcuno dovesse giudicare questa Amministrazione o chi ha approvato questi progetti, forse un’indagine non sarebbe fuori luogo. Il mio è solo un esercizio di civismo - conclude Azzarà -. Un dovere che dovrebbe appartenere a ogni cittadino. Non c’è nulla di personale, ma tutto questo è sotto gli occhi di tutti. E, nessuno può far finta di niente”.

Una cosa è certa: la vicenda solleva interrogativi seri sul monitoraggio e la gestione dei lavori pubblici nella città di Reggio Calabria. Mentre i cittadini si preparano agli eventi religiosi e al ritorno in aula, l’auspicio è che chi di dovere fornisca chiarimenti, evitando che il silenzio diventi l’unica risposta possibile.


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