Comitato “No Ponte”: “Il ponte sullo Stretto non è ‘spesa Nato’”

Autore Redazione Web | mer, 03 set 2025 14:06 | Comitatoniponte Pontesullostretto

La precisazione arriva dopo le polemiche sugli investimenti militari, confermando che i fondi destinati all’opera non rientrano nel bilancio della Nato

"Washington ha smontato l’ennesima propaganda salviniana: il ponte sullo Stretto non è “spesa NATO”. Si sgonfia così una gigantesca operazione di contabilità creativa che provava a scaricare sui bilanci della difesa i costi dell’opera. Il governo aveva tentato di rivendere il ponte come infrastruttura “strategica” per aggirare i vincoli di finanza pubblica; oggi perfino gli Stati Uniti dicono no. La realtà è semplice: quei miliardi, se mai venissero spesi, li pagherebbero i lavoratori, i precari, i pensionati e le famiglie già strozzate da salari bassi, servizi al collasso e caro vita. E mentre il governo prova a truccare i conti, resta lo scandalo di una corsa al riarmo che, al pari del ponte, continua a drenare risorse pubbliche a discapito dei bisogni reali e dei diritti sociali", lo afferma in una nota il Movimento NO ponte Calabria.

"In Calabria e in Sicilia sappiamo bene cosa significa. Ogni euro dirottato sul ponte è un euro in meno per mettere in sicurezza le scuole dei nostri figli, per garantire cure nei reparti ormai desertificati, per riaprire linee ferroviarie e collegamenti locali, per fermare il dissesto idrogeologico che ad ogni pioggia ci mette in ginocchio. Sappiamo anche chi guadagna: il consorzio Eurolink e la filiera delle grandi opere, con le solite veline sulle “ricadute occupazionali” e il ricatto delle penali miliardarie. A noi resterebbero cantieri eterni, cemento e nuove disuguaglianze. Il Movimento NO ponte Calabria ribadisce che il futuro dello Stretto non si baratta con finte etichette di “difesa” né con giochi di prestigio contabili", prosegue la nota.

"Lo Stretto è un ecosistema unico, fragile, sismico e ventoso: qui si tutela la vita, non siamo un laboratorio in cui sperimentare se il ponte terrà o meno. Serve bloccare immediatamente questo iter e avviare un vero Piano Popolare per Calabria e Sicilia: opere utili, trasporto pubblico locale, manutenzione ordinaria, bonifiche ambientali, sanità territoriale, assunzioni pubbliche e valorizzazione delle esperienze dal basso. Non “grandi opere”, ma grandi diritti. Alla propaganda rispondiamo con la mobilitazione: costruiamo insieme la grande manifestazione nazionale d’autunno decisa ieri durante gli Stati Generali No ponte tenutisi a Palazzo Zanca, e moltiplichiamo iniziative nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle piazze. Lo Stretto di Messina non si tocca. Il ponte non è progresso, è saccheggio. Teniamocelo Stretto!", conclude il Movimento NO ponte Calabria.

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