ABIO e Portatori della Vara portano gioia ai bambini della Pediatria con “Il Cantastorie”

Autore Giorgia Rieto | ven, 05 set 2025 12:51 | Reggio-Calabria Pediatria

Un’iniziativa che ha saputo unire solidarietà, arte e tradizione, trasformando per qualche ora l’ospedale in un luogo di festa

Un pomeriggio di sorrisi e cultura ha illuminato i corridoi della U.O.C. di Pediatria del Grande Ospedale Metropolitano. In occasione delle prossime festività mariane, ABIO Reggio Calabria ODV (Associazione per il Bambino in Ospedale), in collaborazione con l’Associazione Portatori della Vara Madonna della Consolazione, ha donato ai piccoli pazienti e alle loro famiglie un momento di spensieratezza con la rappresentazione in vernacolo “Il Cantastorie”.

L’opera ha raccontato, attraverso 18 tavole realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Preti-Frangipane, l’episodio dell’assalto dei turchi al Santuario di Nostra Donna del Consuolo. Un racconto suggestivo che, grazie ai Portatori della Vara, ha saputo unire la forza della tradizione popolare con l’emozione della storia, esaltando lo stretto legame tra il popolo reggino e la Madonna della Consolazione.

La rappresentazione, accolta con entusiasmo dalla Direzione del G.O.M., si inserisce nel programma delle iniziative per i 25 anni di attività dei Portatori della Vara, associazione nata con l’obiettivo di custodire e trasmettere i valori della fede e della tradizione mariana.

“Quest’evento ricalca i valori della nostra mission istituzionale – ha spiegato la dott.ssa Giovanna Curatola, presidente di ABIO Reggio Calabria –. È un modo per offrire vicinanza ai bambini e alle loro famiglie, cercando di proiettarli verso il mondo esterno e creando occasioni di partecipazione alla vita sociale. L’umanizzazione delle cure significa riconoscere il paziente nella sua totalità, anche negli aspetti psicologici, sociali e culturali”.

Un’iniziativa che ha saputo unire solidarietà, arte e tradizione, trasformando per qualche ora l’ospedale in un luogo di festa, dimostrando ancora una volta come la cultura possa essere strumento di cura e vicinanza.

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